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La pasta Martelli compie 100 anni e invia una lettera al ministero: «La nostra ricetta per i piccoli produttori»

di Sabrina Chiellini

	A destra Dino Martelli
A destra Dino Martelli

Il patron dell’azienda Dino Martelli scrive a Lollobrigida: «Serve più tutela»

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Un anno importante per il pastificio Martelli di Lari, in provincia di Pisa, che nel 2026 festeggia il suo centenario: l’attività artigianale, all’ombra del Castello dei Vicari nel borgo di Lari, è nata nel 1926 a Lari, dalle mani dei fratelli Guido e Gastone Martelli, e oggi è portata avanti dalla terza generazione, mantenendo la tradizione di produrre pasta di altissima qualità.

La lettera al Ministro

In questi giorni, Dino Martelli, che con il fratello Mario gestisce il pastificio, ha scritto una lettera al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per condividere una riflessione sul patrimonio «più prezioso ma anche meno celebrato: i Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat)».

L’Italia dei piccoli produttori

C’è un’Italia fatta di piccoli comuni, minuscole realtà, valli remote, popolazioni dell’interno e di produttori eroici, che custodiscono la vera essenza della cucina italiana da poco insignita del più grande riconoscimento universale.

Il valore dei Pat

«I Pat sono la carta d’identità del nostro Paese – scrive Martelli – sono l’espressione di una biodiversità culturale e gastronomica che non ha eguali al mondo, frutto di saperi tramandati per generazioni che rischiano di restare confinati in un elenco sterile e fine a sè stesso. Ogni prodotto inserito con fatica in questa lista rappresenta un presidio di civiltà che resiste».

La richiesta di valorizzazione

La loro valorizzazione significherebbe dare voce a quei piccoli produttori che, pur non avendo le dimensioni industriali per i circuiti internazionali, garantiscono la tenuta sociale ed economica delle aree interne.

Pat, Dop e Igp

Se da una parte il patrimonio di Dop e Igp rappresenta le produzioni più rilevanti in termini economici e di impatto sul mercato mondiale, «le Pat sono lo specchio dell’Italia più autentica dove le diversità sono ricchezza ulteriore» osserva l’imprenditore che, con la pasta di Lari nell’inconfondibile confezione gialla, fa conoscere l’Italia nel mondo.

La richiesta al Ministro

Da qui la richiesta al Ministro di farsi promotore di una nuova stagione per i Prodotti tradizionali, che vada oltre «la semplice catalogazione e censimento».

Una nuova dignità per i Pat

Si chiede un nuovo passo che dia maggiore dignità e peso ad una tipologia di prodotto intrisa di storia, identità e cultura.

Il peso politico e giuridico

«Ai Pat deve essere riconosciuto un peso politico e giuridico superiore. Non sono “prodotti minori”, ma l’anima del Paese reale. Meritano una cornice normativa che ne favorisca l’ottenimento, superando le attuali resistenze e trasformando l’iter di riconoscimento in un percorso di accompagnamento e orgoglio territoriale. Un’azione a tutela e difesa delle radici: le chiediamo che lo Stato si faccia garante di queste produzioni, proteggendole dalle omologazioni e garantendo loro lo spazio necessario per prosperare oltre che sopravvivere, mantenendo intatte quelle metodiche produttive che le rendono uniche».

Sovranità alimentare e identità

E ancora: «investire sui Pat significa investire sulla sovranità alimentare nel suo senso più alto: la libertà di produrre secondo tradizione e il diritto di ogni territorio di vedere riconosciuto il proprio valore, le proprie peculiarità e specificità. La invitiamo a farsi paladino di questa battaglia».

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