Il Tirreno

Pistoia

Il caso

Pistoia, la preside dell'Einaudi a processo: «Dimostrerò la mia innocenza»

di Tiziana Gori

	L'istituto Einaudi e la dirigente Elena Pignolo
◗
L'istituto Einaudi e la dirigente Elena Pignolo

Elena Pignolo rinviata a giudizio per favoreggiamento e falso in atto pubblico. La difesa rinuncia al rito alternativo e sceglie il dibattimento: in aula il 22 gennaio

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Dovrà affrontare il processo per difendersi dalle accuse di favoreggiamento e falso in atto pubblico. Elena Pignolo, dirigente dell’istituto professionale Einaudi di Pistoia, è stata rinviata a giudizio questa mattina (28 settembre) dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pistoia, Alessandro Trinci. Il dibattimento inizierà il 22 gennaio, con l’acquisizione dei testimoni.

Pignolo è difesa dall’avvocata Pamela Bonaiuti. «Sapevamo che saremmo andati incontro al processo. La mia assistita non ha scelto riti alternativi», commenta la legale. Una scelta, spiega, maturata perché la dirigente ritiene di avere gli elementi per dimostrare «completamente la sua innocenza».

Al centro del procedimento ci sono la gestione e i tempi delle segnalazioni rivolte nei confronti di un professore di sostegno dell’istituto. Secondo l’accusa, la dirigente non avrebbe avvisato tempestivamente le autorità competenti delle contestazioni riguardanti il docente. La vicenda aveva preso avvio dalla denuncia presentata dalla madre di una studentessa, dopo il ritrovamento sul cellulare della figlia di conversazioni esplicite con l’insegnante.

La posizione del professore si è invece definita lo scorso luglio con il patteggiamento della pena a due anni e la sospensione condizionale. L’uomo, che ha anche risarcito con alcune migliaia di euro la famiglia della ragazza, era già tornato a insegnare in una scuola fuori provincia nel corso dello scorso anno scolastico. Resta distinta, dunque, la posizione della dirigente, che ha scelto di percorrere la strada del dibattimento.

Nel corso dell’udienza preliminare, la difesa di Pignolo aveva chiesto di acquisire anche gli atti relativi al procedimento contro il professore. La richiesta era stata accolta in primavera dalla giudice Jacqueline Monica Magi, che aveva autorizzato l’integrazione probatoria con il parere favorevole al patteggiamento dell’insegnante.

Un passaggio che la difesa aveva ritenuto necessario per valutare compiutamente il quadro degli elementi raccolti dall’accusa. Nell’udienza preliminare, la scelta della difesa di non ricorrere a riti alternativi ha confermato la volontà di discutere il merito delle contestazioni in aula. Per Bonaiuti, l’esame degli atti relativi al procedimento che ha riguardato il professore rappresenta un elemento utile a ricostruire in modo completo il contesto nel quale si sono svolti i fatti contestati alla dirigente. Sarà quindi il dibattimento a verificare tempi, passaggi e contenuto delle segnalazioni ricevute dalla scuola.

L’inchiesta aveva portato, nell’aprile 2025, all’arresto domiciliare della dirigente, poi sostituito con il divieto temporaneo di esercitare pubblici uffici. Dopo un anno di stop, in aprile il Tribunale del Riesame di Firenze aveva revocato l’interdizione. Pignolo era stata quindi prima assegnata in appoggio all’Ufficio scolastico provinciale e, dal giugno scorso, reintegrata alla guida dell’Einaudi di via Pacinotti.

Il processo comincerà ora il 22 gennaio. Le testimonianze e la ricostruzione delle comunicazioni interne alla scuola saranno al centro del dibattimento, nel quale accusa e difesa saranno chiamate a confrontarsi sulla sequenza dei fatti e sulle responsabilità contestate alla dirigente.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Se ne parla adesso
La sentenza

Regeni, tre 007 egiziani condannati a 10 anni e uno assolto: caduta l’accusa di omicidio

di Redazione web