Pistoia, investitori pubblici e privati per recuperare le Ville Sbertoli – La storia dell’ex manicomio abbandonato da quasi 50 anni
A settembre incontro decisivo fra Asl, Regione e Comune. Il complesso è in totale abbandono da 48 anni in precedenza è stato per oltre 100 anni il manicomio cittadino
PISTOIA. A settembre Regione, Asl e Comune di Pistoia si riuniranno intorno a un tavolo per iniziare a pianificare il futuro delle ville Sbertoli, l’ex ospedale psichiatrico cittadino chiuso dal 1978 con l’entrata in vigore della legge Basaglia, che sancì la chiusura dei manicomi. Il fatto nuovo è che a quest’incontro le istituzioni arriveranno con le idee molto più chiare rispetto al passato.
Il complesso
La Regione si è infatti resa disponibile per sondare il terreno alla ricerca di eventuali investitori pubblici e privati mentre anche il Comune di Pistoia è pronto a fare la sua parte assicurando la piena collaborazione dei suoi uffici. Il complesso, di proprietà della asl, è composto da 20 edifici di varia natura e grandezza immersi in 5 ettari di parco oggi mangiati dal bosco.
La storia
Il nucleo originario risale al 1600 ma il momento di svolta per questo luogo avvenne nel 1868, quando il medico Agostino Sbertoli acquistò le costruzioni già esistenti per farne un istituto di cura per malattie mentali.
La trasformazione definitiva avvenne fra il 1880 e il 1900, con l’edificazione della villa principale, dei vari padiglioni e dei numerosi edifici di servizio. Con il trascorre degli anni, i bellissimi arredi liberty e i lampadari, documentati in tante fotografie d’epoca, sono stati rubati e, probabilmente, venduti sul mercato antiquario. Quello che resta adesso è una serie di edifici in rovina, quasi tutti privi di infissi ma con all’interno ancora gran parte dell’archivio storico che racconta le vicende cliniche ma soprattutto umane dei tantissimi ammalati che vi sono stati reclusi negli anni. Dopo essere divenute nel 1950 parte del patrimonio immobiliare della provincia le ville Sbertoli furono acquisite negli anni Sessanta dalla locale azienda sanitaria locale.
Lo scenario
Oggi, a 48 anni dal loro definitivo tramonto come struttura psichiatrica e ridotte a un ammasso di rovine sempre più fagocitate da un parco rinselvatichito, per le ville Sbertoli si inizia a intravedere almeno un abbozzo di domani. A determinare questa svolta, l’incontro avvenuto venerdì scorso in città fra Valerio Mari, in rappresentanza della asl, Bernard Dika per la Regione e il sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi, accompagnato dalla vicesindaca e assessora allo sviluppo economico Stefania Nesi, dall’assessore al sociale Sandro Giannessi e da quello all’urbanistica Riccardo Trallori. Motivo del summit estivo, cercare delle soluzioni condivise per rendere ancora fruibili sia l’ex ospedale del Ceppo che le ville Sbertoli.
«Si è trattato di un incontro proficuo – ha detto il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Bernard Dika – che schiude prospettive nuove per entrambi questi complessi. La regione, nei limiti delle sue competenze, cercherà di favorire l’individuazione di soggetti pubblici o privati che possano assicurare una rinascita di questi luoghi». Per quanto concerne le ville Sbertoli, i primi tentativi volti al loro recupero risalgono agli anni Novanta. Il regolamento urbanistico del 2013 escluse la destinazione residenziale ma, nel 2018, questo strumento andò a scadenza naturale, spianando così la strada all’accordo di programma fra asl e la precedente amministrazione di Alessandro Tomasi che introdusse in una futura progettualità sia una destinazione residenziale che funzioni di interesse pubblico, come per esempio locali destinati a facoltà universitarie o a polo sanitario. Seguendo quindi questa rotta, l’auspicio di tutti è che l’intricata vicenda approdi finalmente in porto.
Il confronto
«L’incontro di venerdì scorso sull’area ex Ceppo e sulle ville Sbertoli – ha dichiarato l’assessore all’urbanistica Riccardo Trallori – è stato il primo, importante confronto per riprendere un percorso su temi davvero dirimenti per Pistoia. Regione, asl e Comune dovranno lavorare in squadra per restituire nuova vita a due aree così importanti della città. Le ville Sbertoli presentano elementi di complessità legati alle dimensioni dei fabbricati e del verde circostante. Fermo restando il quadro economico legato alla realizzazione del nuovo ospedale, la nostra impostazione sarà basata sulla partecipazione della cittadinanza nella definizione dei nuovi strumenti urbanistici, affinché la villa e i suoi spazi siano permeabili e fruibili per la città. Da qui ripartiamo con l’auspicio di un rapporto di confronto e collaborazione sempre più stretto con la Regione».
Il recupero
Chi in questa partita giocherà comunque un ruolo di grande protagonista è la vicesindaca Stefania Nesi che, in qualità di assessora allo sviluppo economico sostenibile e alle attività produttive, ha avuto il via libera del sindaco Capecchi per seguire da vicino l’intricata questione. «L’incontro con Mari è stato molto positivo e sono certa che a settembre già potremo individuare delle vie da percorrere. Come comune, noi dovremo affrontare il tema del recupero delle ville Sbertoli sotto più aspetti, come per esempio quello della viabilità e di un nuovo riposizionamento dei sottoservizi. Recuperando il complesso delle ville Sbertoli si dà un input decisivo per lo sviluppo economico della città. Per questo mi impegnerò nell’individuare quei soggetti che siano in grado di assicurare un futuro di sviluppo a quest’importante area della città. Prima però di approcciarsi con un compito così importante e strategico, continuerò nel frattempo a organizzare al meglio la struttura dell’assessorato allo sviluppo economico sostenibile, dotandolo di una struttura agile che sia in grado di orientarsi per recepire i tanti bandi europei e nazionali che possono essere intercettati. Recuperando le ville Sbertoli si recupera Pistoia perché questa operazione può costituire un volano importante per l’economia cittadina».
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