Mucche in cammino verso l’alpeggio: Cutigliano rivive la transumanza - Video
Quindici bovini da latte dell’azienda Pagliai spostati al Caseificio “I Taufi”
CUTIGLIANO. Il passo dei pastori è lento e attento. Deve adeguarsi a quello delle mucche da latte che avanzano lungo il sentiero pulito. È la fine di maggio e la loro destinazione è l'alpeggio, dove pascoleranno erbe fresche e nutrienti.
Ogni tanto i capi sembrano abbandonare la via, ma qualche richiamo degli allevatori le riporta al centro del percorso. I primi metri sono su asfalto, poi si torna in mezzo alla natura.
Nel pomeriggio di ieri, domenica 31 maggio, sono stati fatti uscire dalla stalla del “Caseificio I Taufi” (sopra il Melo di Cutigliano, di Daniela Pagliai) circa 15 capi di vacche da latte. È iniziato così il rito della transumanza: gli animali si sono spostati da quota 1.030 metri a quota 1.235 metri, dove la famiglia di Daniela gestisce un agriturismo e trascorre i mesi estivi. Un'occasione da non perdere per gli amanti della vita agreste e dei ritmi segnati dalle stagioni.
Sulla montagna pistoiese, la famiglia Pagliai gestisce l'unica realtà rimasta a praticare la transumanza. Non si tratta più dei lunghi spostamenti di una volta, che duravano anche 100 giorni con le pecore, ma l'importanza resta identica.
«Siamo rimasti soli a portare avanti questa pratica – racconta la protagonista – e spostiamo alla Malga I Taufi, a poco più di 1.200 metri, le nostre mucche. Nei mesi freddi stanno nelle stalle a quota mille metri, dove c'è il caseificio. Per l'estate, invece, le trasferiamo dove il pascolo offre un'erba migliore. Le superiori proprietà del foraggio si ritrovano poi nei nostri formaggi».
Intorno alle 16 si sono aperte le porte delle stalle. Le mucche hanno un nome proprio, come Laura. «La cosa singolare è che sanno benissimo come si chiamano – spiega Martina – e se le chiamiamo arrivano». Nei primi minuti sono apparse frastornate perché i bovini devono abituarsi alla luce del sole. Poi, percorse le prime centinaia di metri, sanno perfettamente come comportarsi. «Ormai questi 15 capi conoscono la strada – aggiunge Daniela – mentre i vitellotti devono ancora impratichirsi e li porteremo quassù successivamente. In alpeggio le bestie saranno libere di muoversi. A parte la mungitura non sono rinchiuse e salgono fino a 1.400 metri. Poi in serata le andiamo a riprendere e per la notte le teniamo al sicuro solo per paura degli attacchi di altri animali».
La transumanza dell'azienda I Taufi è una tradizione che ha assunto una forte valenza turistica. «Con questa stagione sono 32 anni che la facciamo – prosegue Daniela – e la rendiamo pubblica per permettere a chi è interessato di aggregarsi».
Ieri erano presenti circa 50 persone, tra cui molti bambini, mossi dalla curiosità di passare un pomeriggio nella natura. «La transumanza è una ricchezza culturale – conclude Daniela – e dal 2019 è patrimonio immateriale dell'Unesco».
Arrivati a destinazione, gli organizzatori hanno accolto il gruppo con una merenda. Durante l'estate la malga ospiterà i turisti per mostrare le attività tradizionali. «E i piccoli scoprono sempre con meraviglia che il latte appena munto è caldo».
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