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Il caso

Senza telefono da 300 giorni, la protesta di una ristoratrice toscana: «Mi danno una data ma poi non la rispettano»

di Carlo Bardini

	Il ristorante “Della Saida” in località Melo
Il ristorante “Della Saida” in località Melo

La titolare costretta alla deviazione di chiamata si è rivolta a un legale: «La prossima data che mi hanno indicato è il 15 marzo, magari sarà all’inizio della settimana»

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CUTIGLIANO. Nella frazione del Melo c’è una signora che aspetta con ansia e speranza il prossimo 15 marzo. Non è né la sua festa e nemmeno quella del paese. È l’ennesima data che gli viene indicata dalla ditta di telefonia interessata per il ripristino della linea fissa. Saida Lenzini, titolare dell’unico ristorante che c’è al Melo, non può utilizzare il suo telefono fisso da più di 300 giorni, da quel 27 ottobre in cui smise di sentire il suono dell’apparecchio. Pensate che sia stata con le mani in mano? Certo che no. Ma nonostante il suo attivarsi, la sua pazienza e il rivolgersi a un avvocato, la nostra protagonista è ancora in alto mare senza sapere con certezza quindo il telefono tornerà a funzionare.

«Meno male che mi sta funzionando il Wi-Fi – spiega Saida Lenzini – almeno, visto che ho un ristorante e i clienti mi chiamano per prenotare, non sono del tutto isolata e posso lavorare. Questo è stato possibile, perché quando ho visto che il guasto persisteva e che il mio telefono continuava a non suonare, ho fatto il trasferimento di chiamata sul mio cellulare».

La frazione del Melo non è la prima volta che finisce sotto i riflettori per questo tipo di inconveniente. Una volta è stata anche senza Adsl e Wi-Fi, e il disagio è stato anche maggiore, visto che la popolazione è per la maggior parte composta da persone anziane. Questa volta, invece, a quanto risulta sarebbe solo la signora Saida a restare coinvolta in questo disagio: «In effetti sembra strano, ma dalle informazioni che ho sono l’unica a subire questo guasto telefonico». A questo punto la ristoratrice del paese comincia a fare le segnalazioni, le viene risposto che c’è un guasto, le danno delle date indicative nelle quali il servizio dovrebbe ripartire, ma ad oggi, da quel 27 ottobre, tutto tace. «Chiaramente ho subito segnalato il fatto di avere il telefono di linea fissa fuori servizio – prosegue – e da allora sembra che prendano in carico la segnalazione e, addirittura, mi viene indicata una data di ripristino. Ma per il momento niente di fatto. La prossima che mi hanno indicato è per questa domenica, magari sarà all’inizio della settimana».

La donna si è rivolta anche a un avvocato: «Sto pagando le bollette regolarmente, e vista la situazione che sto vivendo ho preferito anche interessare un legale». Come già accennato, per poter lavorare, attiva il trasferimento di chiamata: «Ma questa scelta deve essere una soluzione tampone – precisa – perché sono mesi che, giustamente, i clienti chiamano il mio cellulare privato per il ristorante. Ma a volte diventa difficile la gestione, perché magari sono impegnata in faccende personali o di altro tipo. Almeno mi dessero una risposta definitiva, mi organizzerei in altro modo, magari con due cellulari».

Fino alla fine dello scorso anno il telefono di Saida rappresentava l’ultimo posto pubblico, ma ora la legge è cambiata e non lo è più. «Tra l’altro credo di aver capito la causa di questo guasto, anche se non sono un tecnico, visto che non molto lontano da me ci sono due pali in condizioni non ottimali e un filo compromesso». Per il momento Saida Lenzini non perde la speranza, aspettando magari lunedì 16 marzo. 


 

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