Gli aggiornamenti
Pistoia, chiede i danni e fa anche la multa alla stessa persona: agente della Municipale sospesa per 4 mesi
Il Tribunale dà torto alla donna e ragione al Comune: conflitto di interesse, doveva astenersi
PISTOIA. Prima chiede i danni all’automobilista che le aveva schiacciato un piede. Poi, da agente della polizia municipale, gli fa pure una multa per gli stessi fatti. Troppe parti in commedia quelle “recitate” da una donna in divisa nei confronti della quale il Tribunale ha confermato la correttezza della sospensione da stipendio e servizio per 4 mesi inflitta da un Comune del Pistoiese per un palese conflitto di interessi con il venir meno dell’imparzialità che la legge impone a un dipendente della pubblica amministrazione.
Era in servizio davanti a una scuola per disciplinare l’ingresso dei bimbi quando le ruote di un’auto le schiacciarono il piede sinistro. Il veicolo non si fermò, ma l’agente riuscì a prendere gli estremi della targa passati poi ai colleghi chiamati sul posto. Al rientro dopo l’infortunio, la donna chiese conto al comando della vicenda che l’aveva vista vittima e protagonista. Ma la risposta fu che non c’era stato alcun seguito in assenza di riscontri sul posto, dal punto di urto ai testimoni e alle tracce. Parole incassate con irritazione dall’agente che, a distanza di oltre due mesi dal fatto, di sua iniziativa firmò i verbali contro proprietaria e conducente del mezzo, una Panda.
Quel gesto le costò la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per 120 giorni. Un provvedimento che il Tribunale di Pistoia (giudice Giulia Pecchioli) ha ritenuto legittimo condannandola a pagare al Comune, suo datore di lavoro, oltre 5mila euro di spese legali.
Il Tribunale ha respinto l’impugnazione della dipendente contestando alla donna «il conflitto d’interessi che le avrebbe imposto di astenersi per non anteporre il proprio interesse privato a quello pubblico, anche per non nuocere agli interessi e all’immagine dell’amministrazione di appartenenza». Insomma, non poteva essere la parte di un contenzioso, con richiesta danni all’assicurazione dell’auto, a firmare due multe nel duplice ruolo di pubblico ufficiale e al tempo stesso controparte in una causa legale.
La storia risale al 13 marzo 2019. Il luogo è la strada di fronte a una scuola elementare. Sono circa le 8,30 quando l’auto passa sopra il piede dell’agente il cui alt viene ignorato, secondo la sua ricostruzione.
Va in malattia e al rientro scopre che il suo caso non avuto alcun sviluppo. Ci pensa lei a fine maggio a redigere i due verbali e a inviarli al vicecomandante del corpo. Uno viene archiviato, l’altro va in notifica. Passano cinque mesi e il Comune apre un procedimento disciplinare contro l’agente che aveva multato chi era in lite con lei e l’aveva pure denunciata. Il fascicolo per abuso d’ufficio sfocia in un’archiviazione. Non c’è stato dolo nel comportamento della donna, ma resta la violazione dell’obbligo di astensione «previsto dall’articolo 7 del Codice di Comportamento del personale dipendente approvato con Deliberazione della giunta n. 9 del 27 gennaio 2014 avendo (l’agente ndr)redatto i verbali di infrazione al Codice della strada avendo, precedentemente alla redazione degli stessi verbali, intentato azione risarcitoria mediante proprio legale già alla data del 25 marzo 2019 in violazione quindi l’obbligo di astensione».
Nell’esaminare le ragioni della dipendente e quelle del Comune, la conclusione del Tribunale è che la condotta dell’agente «abbia negligentemente portato alla violazione del dovere di imparzialità gravante sui dipendenti della pubblica amministrazione, imparzialità che nel caso di specie assumeva la veste di dovere di astensione, tenuto conto dell’interesse economico manifestato dalla (agente ndr) al momento della richiesta risarcitoria all’assicurazione degli asseriti danneggianti e dell’interesse legato alla sua qualità di persona offesa dal reato di lesioni stradali contestato con il decreto di citazione diretta a giudizio, condizioni che la (agente ndr) ha, in maniera alquanto poco avveduta, mancato di considerare al momento della redazione dei verbali».l
