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San Marcello, chiude la gelateria della “sperimentazioni”: «Abbiamo creduto in questo sogno ma ora...»

di Carlo Bardini

	Scilla Bracali e la figlia Sara
Scilla Bracali e la figlia Sara

Scilla Bracali e la figlia Sara dopo sei anni di avventura: «Ci abbiamo provato, grazie a tutti»

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SAN MARCELLO. Ci avevano abituati a conoscerle come artigiane che amavano la sperimentazione, per amore del mestiere e per avvicinare i clienti. Prodotti nuovi e gustosi al palato. Il gelato ai funghi porcini è uno su tutti ma in passato anche il gelato adatto ai cani. Ogni tanto qualcosa di “nuovissimo” e particolare. Era anche questo l'”Officina del gusto”, la gelateria di mamma Scilla Bracali e della figlia Sara Carrà. Ma dalla fine del mese tutto questo sarà solo un ricordo, perché le due donne tireranno giù la saracinesca dopo circa sei anni e mezzo di attività.

La parola di negozio storico, naturalmente, si adatta sempre dopo che il negozio è rimasto aperto per decenni. Ma sicuramente anche se questo locale ha avuto una vita decisamente inferiore, la sua chiusura rappresenta un grande dispiacere per gran parte della popolazione, abituata alle prelibatezze dolciarie della coppia al femminile. Un esercizio commerciale che chiude non è mai una gioia. «Purtroppo questo tipo di lavoro – spiega Scilla – è troppo stagionale. Lavoriamo in alcuni mesi e poi per altri numerosi il ritmo è davvero molto lento. Il fatto è che siamo in un locale molto piccolo che non ci permette la destagionalizzazione magari ospitando i clienti all'esterno con prodotti anche diversi dal gelato o dal dolce. Se fossimo state in grado di ampliare l'offerta, ci avremo pensato più attentamente, ma a queste condizioni abbiamo scelto diversamente anche se lo abbiamo fatto con dolore».

«Officina del gusto per noi è stata molto più di un lavoro. È stata una prova di coraggio, di resistenza, di amore. Abbiamo aperto pochi mesi prima del Covid – spiega Scilla – investendo tutto in un sogno che era quello di mamma Scilla. Un sogno in cui abbiamo creduto fino in fondo, mettendoci anima, tempo, sacrifici e tanta speranza».

Poi aggiunge. «Ci abbiamo provato in ogni modo. Ci siamo reinventate, abbiamo cercato strade nuove, idee diverse, prodotti che potessero far sentire tutti accolti. Abbiamo provato ad andare incontro alle persone, a farci conoscere, a non mollare mai, anche quando era difficile. Dopo sei anni e mezzo, però, questo viaggio arriva alla fine. Un viaggio forse troppo breve, ma intenso, vero, che nel bene e nel male ci ha lasciato qualcosa che porteremo sempre con noi».

Popi Scilla si lascia andare ad un commento intimo. «Lasciare questa attività mi dispiace anche perché a volte, nei momenti tristi mi dava sollievo entrare nella piccola chiesa di Santa Caterina, oggi conosciuta soprattutto per la presenza dei presepi. Mi dava sollievo ed invito coloro che ancora non ci sono andati a visitarla».

Scilla e Sara ringraziano tutta la loro clientela per questi anni di affetto e fiducia e annunciano che, forse, non è detto che del tutto un addio ma probabilmente potrebbe essere un arrivederci. 

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