Hiljemark può davvero lasciare la panchina del Pisa? – L’ipotesi “traghettatore” e tutti gli scenari
Contro la Cremonese, il Pisa ha registrato zero tiri in porta, solo il 30% di possesso palla e un calcio d’angolo: una prestazione troppo brutta per essere vera
PISA. Dopo l’ennesima brutta figura fatta dal Pisa, il 3-0 in casa della Cremonese è il punto più basso di una stagione già nera, ci si interroga soprattutto su quello che sarà il futuro immediato e prossimo dell’allenatore Oscar Hiljemark. Che al momento non sembra essere a rischio, nonostante sette sconfitte di fila e zero vittorie e zero gol in trasferta, ma niente va escluso.
Gli scenari
Al momento Hiljemark non sembra essere a rischio ma i dirigenti stanno riflettendo sia sull’immediato che sul futuro. Il tecnico si vede già proiettato al prossimo ritiro estivo ma con quale fiducia da parte dei giocatori, anche se qualcuno sarà altrove, e dell’ambiente? Una cosa da non dimenticare è che, appena tre settimane fa, quando Davide Vaira era convinto di non andare più avanti con Hiljemark, il patron Alexander Knaster ha deciso di esonerare proprio il direttore sportivo e l’allenatore è rimasto in sella. Una mossa che ha velocizzato l’arrivo del nuovo ds Leonardo Gabbanini. Ufficializzato il giorno stesso dell’allontanamento di Vaira. Se Hiljemark chiuderà la stagione non sarà comunque sicuro del posto nonostante un contratto fino al 2027. Se il club dovesse licenziarlo prima della gara con il Napoli, o subito dopo, la soluzione più probabile potrebbe essere quella di chiudere il campionato affidando la panchina ad Antonio Manicone, che fa già parte dello staff. L’ex centrocampista di Foggia, Inter e Udinese, e vice di storico di Vladimir Petkovic, potrebbe essere la soluzione temporanea prima di cercare l’allenatore della prossima stagione. Non sembra essere presa neppure in considerazione l’ipotesi di richiamare Alberto Gilardino. Anche lui sotto contratto con il Pisa fino al 2027.
L’incubo
La salvezza era un obiettivo difficile da raggiungere quando il club nerazzurro ha chiamato Oscar Hiljemark a guidare la squadra. Il 2 febbraio scorso il mercato invernale aveva le ore contate e pochi giorni dopo c’era la gara decisiva in casa dell’Hellas Verona. Nessuno chiedeva il miracolo a Hiljemark ma il giovane tecnico svedese, 33 anni, non è riuscito a dare dignità al finale di stagione. Le responsabilità principali di questa stagione disastrosa sono del club nerazzurro che ha allestito una rosa senza inserire i rinforzi necessari. Ma il tecnico svedese non è riuscito a tenere in pugno la squadra. Il Pisa con lui è passato da una media, non certo esaltante, di 0,60 punti a partita con Alberto Gilardino a quella attuale di 0,30. Una stagione nel complesso difficile da accettare. Anche per chi sapeva benissimo, come tutti i tifosi nerazzurri, che per la salvezza si doveva soffrire fino alla fine. Ma così no, è davvero troppo. Non solo per un ultimo posto con 18 punti. La Cremonese, giusto per prendere in esame l’ultimo avversario, aveva vinto una sola gara come il Pisa al ritorno, quella in casa del Parma per 2-0, ed è sembrata una corazzata al confronto della fragile navicella nerazzurra. Che ha chiuso pure in 9 e con tanta confusione. Anche da parte dell’allenatore. Un Pisa che non doveva essere in gita e che invece ha, colpevolmente, staccato l’interruttore dopo l’espulsione di Bozhinov. Cha ha fatto perdere tutti i timori alla Cremonese che adesso si giocherà la salvezza. Per il Pisa zero occasioni, zero tiri in porta, zero aspettative di gol. Solo il 30% di possesso palla e la miseria di un angolo calciato. Sono i numeri che fotografano la prestazione bruttissima dello Zini. E che dicono come questo allenatore non sia riuscito a dare un’identità alla squadra.
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