L’incidente
Pisa, Giulia Lapi lancia a 19 anni brand di gioielli in acciaio
La giovane ha fondato Divatique Studio: dai primi ordini alle quasi cinquecento vendite al giorno
PISA. A soli 19 anni, Giulia Lapi ha già le idee molto chiare sul suo futuro. La sua è una scelta precisa e controcorrente: fondare Divatique Studio, un brand di gioielli in acciaio. Di questo percorso, iniziato ufficialmente il 3 ottobre, parliamo direttamente con la protagonista.
Giulia, cosa l’ha spinta a intraprendere questa strada?
«Mettermi in gioco e contribuire attivamente all’azienda di famiglia. Nascere e crescere in un contesto fortemente legato a una solida realtà imprenditoriale ha sicuramente influito sulla mia formazione. La mia famiglia, infatti, lavora da circa vent’anni nel settore del commercio e dell’abbigliamento femminile, con un’attività che oggi si estende tra Toscana, Liguria e Lombardia».
Quali insegnamenti le ha trasmesso la sua famiglia?
«Spirito di sacrificio e valore della gavetta. Più che la moda in sé, è stata la passione per il commercio a spingerli a mettersi in proprio: una passione che mi hanno trasmesso».
Quali sono le difficoltà di questo percorso?
«La credibilità. All’inizio le persone erano molto scettiche. Ricevevo spesso e-mail in cui mi chiedevano foto reali dei prodotti. Poi abbiamo iniziato a pubblicare regolarmente su TikTok e fare sponsorizzazioni su Instagram: nel giro di tre settimane siamo passati dai 5 o 10 ordini iniziali a quasi 500 ordini al giorno. La soddisfazione più grande, oggi, è ricevere i feedback positivi delle clienti che mandano foto e si complimentano per l’ottimo rapporto qualità-prezzo».
Come si svolge la sua attività?
«Prima di inserire un prodotto a catalogo lo testo personalmente. Mi assicuro che la qualità sia eccellente, che i materiali siano resistenti e che il gioiello non si annerisca nel tempo. Tutta l’operatività è concentrata nella nostra sede a Pisa. Quando la merce arriva, ogni articolo viene catalogato e distinto da un codice identificativo unico. Sempre a Pisa prepariamo e confezioniamo ogni pacco per i clienti, che acquistano comodamente attraverso il nostro e-commerce online. Ogni gioiello racchiude un significato e una storia».
In che senso?
«I prodotti devono rispecchiare il mio carattere e la mia storia. Ad esempio, l’anello Eternal è dedicato a mia nonna ed è ispirato a un gioiello simile che mi venne regalato per il mio diciottesimo compleanno; gli orecchini di perle, invece, ricordano la prima volta che mia madre mi fece i buchi alle orecchie, quando avevo solo otto mesi; l’anello Trilogy mi ricorda mia zia: da piccola ero innamorata di quello che indossava; infine, la collana Cardia è dedicata a mia sorella minore: è un ciondolo con un cuore diviso a metà, una parte in oro e una in argento, che richiama un gioiello che le fu regalato alla nascita».
Qual è il suo sogno nel cassetto?
«Portare il brand nel mondo. Voglio superare la dinamica del comprare e rivendere per iniziare a creare collezioni interamente mie. Mi piacerebbe studiare per approfondire questa passione, concentrandomi sul disegno e l’ideazione concettuale dei gioielli, per poi farli realizzare materialmente da un artigiano».
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