Pisa, al presidentissimo Romeo Anconetani la cittadinanza onoraria
Il sindaco: «Grande emozione, ha scritto pagine indimenticabili». E Adolfo Anconetani consiglia l’attuale società: «Più vicina ai tifosi»
PISA. Pisa conferisce la cittadinanza onoraria a Romeo Anconetani. L’uomo che in 16 anni ha guidato la squadra nerazzurra alla conquista di quattro promozioni in A, una in B, due salvezze nella massima serie e anche due Mitropa Cup. I due allori internazionali conquistati dalla società in 117 anni di storia. Ma, oltre ai risultati, Romeo Anconetani è stato una figura centrale anche per la città che grazie al pallone ha vissuto anni indimenticabili con campioni di fama internazionale che hanno vestito la maglia nerazzurra.
La città ha voluto dargli questo riconoscimento a quasi 27 anni dalla morte, avvenuta il 3 novembre 1999, con una cerimonia nella Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, alla presenza della famiglia e di alcuni protagonisti di quel periodo come Lamberto Piovanelli, Davide Lucarelli, Aldo Dolcetti e Luca Giannini, l’allenatore della promozione in A nel 1989-90. L’ultima con Anconetani presidente.
Il sindaco Michele Conti ha voluto ricordare l’importanza della figura di Anconetani: «Per noi è una grande emozione dare la cittadinanza al presidente che ha fatto sognare generazioni di tifosi. Abbiamo visto nella nostra Arena squadre importanti. Oltre che un grande presidente, Romeo Anconetani è stato un grande conoscitore di calcio. Aveva un archivio con 40milla schede di calciatori. Il suo è stato un modello seguito da tanti. Riconoscergli la cittadinanza è un atto che lo rende immortale per la città. Nell’evento di qualche anno fa al Teatro Verdi ci siamo resi conto dell’affetto nei confronti di Anconetani».
Poi c’è stato l’intervento dell’assessore comunale Amanuel Sikera: «Un riconoscimento voluto fortemente dalla giunta e votato all’unanimità dal consiglio comunale. Cosa piuttosto rara. La cittadinanza onoraria rappresenta uno dei riconoscimenti più importanti. Una persona nata altrove, a Trieste, ma che ha lasciato un segno importante a Pisa».
È stato proiettato un video con alcune immagini di 50 Canale dedicate al presidentissimo. Tante sono in mezzo ai tifosi. Compreso il saluto per la festa dei 90 anni di storia del Pisa. Ultima, commovente, apparizione in pubblico del presidente nella primavera del 1999. Un rapporto passionale. Schietto e sincero. Come se ne vedono pochi nel calcio business di oggi.
Poi l’intervento di Adolfo Anconetani che, dopo aver ricordato Sandro Mazzola, parla di Romeo: «Mio padre per questa città ha fatto tanto. Eravamo una piccola società che doveva fare i salti mortali per restare tra i grandi. A Pisa ci sono un tifo e un amore per la squadra come in poche altre città. E questo dovrebbe capirlo l’attuale dirigenza. Il rapporto tra la società e i tifosi è praticamente nullo. Bisognerebbe essere un po’ più comprensivi verso i tifosi. Spero che in futuro si possa tornare a una proprietà di pisani, visto che ci sono tre o quattro famiglie importanti in città. La passione non si fa con i soldi, ma con il cuore». Era presente anche Alessandro, il secondo figlio di Romeo Anconetani.
Il nipote Matteo Anconetani ha letto una lunga lettera dedicata a suo nonno: «Mio nonno non è nato a Pisa, ma è stato un pisano prima ancora di venirci ad abitare. Ci tengo a sottolineare che lo stadio di Pisa non si chiama Cetilar Arena, senza nulla togliere alla famiglia Lacorte, ma Arena Garibaldi stadio Romeo Anconetani». Ci sono stati gli interventi di Lamberto Piovanelli, cinque anni con il Pisa di Anconetani, Lorenzo Bani, assessore al Comune di Pisa negli anni Ottanta, l’ex arbitro Paolo Bergamo, Fabrizio Grossi, assessore allo sport alla Provincia di Pisa tra fine anni Ottanta e metà anni Novanta, il giornalista Massimo Marini che ha condotto assieme al presidente la popolare trasmissione “Parliamo con Romeo”, appuntamento fisso del martedì sera su 50 Canale in quegli anni.
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