L'addio al dottor Ettore Melai, primario della rianimazione: la sua carriera tra il Versilia e Cisanello e il dolore dei colleghi
Stroncato da una malattia a 48 anni, era in carica da tre anni all’ospedale Cisanello. Viareggino di origine, aveva lavorato a lungo al “Versilia” a fianco al suo maestro Stefano Buzzigoli
PISA. Era arrivato a Cisanello da meno di tre anni, ma i colleghi, i pazienti e i loro familiari, avevano imparato subito a conoscerlo bene, con la sua miscela di professionalità e umanità: per questo ieri mattina l’intera comunità sanitaria pisana e versiliese è rimasta sotto choc alla notizia della morte dovuta a una terribile malattia di Ettore Melai, 48 anni, viareggino, responsabile dell’unità operativa di Anestesia e rianimazione del pronto soccorso all’Aoup.
Un reparto duro da tutti i punti di vista, che ti mette alla prova. Dove si affrontano situazioni critiche e si ha a che fare con pazienti – e i loro parenti – nel momento della massima fragilità. E i tanti ringraziamenti che, nel corso di questi anni, sono arrivati alla nostra redazione per l’operato di Melai e dei suoi collaboratori indicano che il medico versiliese aveva in mano la chiave giusta per accedere al dolore di chi ha un familiare che lotta tra la vita e la morte.
Quando era arrivato a Cisanello si era fatto carico di un’eredità non certo facile: era subentrato a metà settembre del 2023 a Paolo Malacarne, il volto simbolo – tra le tante altre cose – della lotta contro il Covid-19. Un periodo duro, che Melai aveva affrontato all’ospedale unico della Versilia, all’inizio al fianco di quello che ha sempre considerato il suo maestro, Stefano Buzzigoli, primario della rianimazione nella struttura di Lido di Camaiore. Poi, ad agosto del 2020, la morte improvvisa di Buzzigoli l’aveva caricato di ulteriori responsabilità: prima come responsabile facente funzioni e poi, dal 2022, come titolare del ruolo.
Un anno più tardi la decisione di partecipare al concorso per Cisanello, vincendolo. Un passo importante nella carriera di Melai, nato da una famiglia originaria di San Piero in Bagno (Forlì-Cesena) che si era trasferita in Versilia: dopo le scuole a Viareggio e la laurea aveva iniziato durante il periodo della specializzazione, nel 2003, a lavorare nel reparto di anestesia e rianimazione del Versilia che, dopo un passaggio come responsabile delle sale operatorie, sarebbe arrivato a guidare. E dove avrebbe portato avanti i progetti di Buzzigoli, come “rianimazione aperta” che permette ai familiari di stare sempre più vicini ai pazienti ricoverati e di non limitarsi alle brevi “finestre” che normalmente vengono concesse.
Molti i ricordi dei colleghi e dei vertici aziendali. A partire da quello della direttrice generale dell’Aoup Katia Belvedere: «Pur avendo condiviso con lui soltanto pochi anni all’interno della nostra azienda, il segno che ha lasciato è tutt’altro che fugace: alcune presenze, per la loro qualità umana e professionale, sanno infatti imprimersi nella memoria di una comunità ben oltre la misura del tempo. Ettore Melai ha saputo interpretare il proprio ruolo con competenza, dedizione e profondo senso del dovere, mettendo ogni giorno le proprie capacità al servizio dei pazienti e dei colleghi. In un ambito, quello dell’anestesia, della rianimazione e dell’emergenza, nel quale la lucidità professionale deve necessariamente accompagnarsi a una grande sensibilità umana, ha rappresentato un punto di riferimento prezioso».
Dall’Asl Toscana Nord Ovest si ricorda come «la sua scomparsa riempie di tristezza e lascia un vuoto enorme in tutti coloro che l’hanno conosciuto e apprezzato e che lo ricordano con stima e amicizia, a partire dall’attuale direttore della struttura del “Versilia” Tommaso Angelini, dalla direttrice dell’ospedale Grazia Luchini e dal direttore del dipartimento Emergenza urgenza, area critica e blocco operatorio Paolo Carnesecchi».
In memoria di Melai intervengono anche il Consiglio regionale e il presidente dell’associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani della Toscana, Luigi De Simone: «Con Ettore perdiamo una grande persona e un professionista di altissimo livello, stimato per la sua competenza, la dedizione e le qualità umane. Ha affrontato fino all’ultimo la sua battaglia con grande forza e dignità, rappresentando un esempio per tutti noi. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella nostra comunità professionale e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare al suo fianco. In questo momento di grande dolore ci stringiamo con sincera partecipazione alla sua famiglia, agli amici, ai colleghi e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un percorso di vita e di impegno professionale».
Melani lascia la moglie e due figli: per chi lo vuole salutare un’ultima volta, la salma resterà esposta fino a domani mattina (3 settembre) alle sale mortuarie dell’ospedale “Versilia”.
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