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Ugo Boggi lascia l’ospedale di Pisa e passa al "Gemelli"

di Sabrina Chiellini

	Ugo Boggi
Ugo Boggi

Rappresenta un passaggio con inevitabili ripercussioni e modifiche negli assetti per la sanità pisana

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PISA. Il professor Ugo Boggi lascia l’ospedale di Pisa per approdare al Policlinico Gemelli di Roma. È questa la notizia che sta circolando negli ambienti sanitari e accademici ormai da alcune settimane. E che rappresenta un passaggio con inevitabili ripercussioni e modifiche negli assetti per la sanità pisana.

Secondo quanto si apprende, a spingere per l’arrivo di Boggi a Roma sarebbe stato – si parla di trattative iniziate da diverso tempo – Sergio Alfieri, direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche del Policlinico Gemelli, ordinario di Chirurgia generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e uno dei nomi più importanti della chirurgia italiana.

Tra Alfieri e Boggi esiste da anni un rapporto professionale e scientifico. I due hanno collaborato in numerosi progetti e pubblicazioni nel campo della chirurgia pancreatica e sono entrambi figure di riferimento della chirurgia addominale e dei trapianti. Una collaborazione che potrebbe ora trasformarsi in qualcosa di più importante.

L’Azienda ospedaliera e l’università di Pisa, intanto, si starebbero confrontando per riorganizzare l’attività dei trapianti. Boggi continua a essere legato all’Università di Pisa e all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, dove ha costruito una parte fondamentale della propria carriera, dopo essersi laureato e specializzato nella città della Torre.

La sua partenza ha quindi un peso notevole. Per questo ci sarebbero state lunghe trattative per trovare una soluzione diversa da quella della partenza del professore verso un altro ospedale.

Boggi è infatti uno dei professionisti più conosciuti della sanità pisana, con una lunga esperienza nella chirurgia generale, nella chirurgia pancreatica e nei trapianti.

Per il Gemelli, al contrario, l’arrivo di Boggi rappresenterebbe l’ingresso di un chirurgo di altissimo profilo in un settore già fortemente qualificato. E proprio il rapporto con Alfieri potrebbe essere uno degli elementi alla base della scelta romana.

 

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