Il Tirreno

Pisa

L’indagine

Pisa, rifiuti radioattivi gettati a terra: dalla Procura scatta il sequestro

di Lorenzo Carducci

	I rifiuti sottoposti a sequestro, a dx l’avviso di sequestro nello stabilimento
I rifiuti sottoposti a sequestro, a dx l’avviso di sequestro nello stabilimento

Accesso degli inquirenti nello stabilimento Geofor di Ospedaletto. La denuncia dei delegati Usb: «L’azienda tenta di bypassare le regole in modo illegale»

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PISA. Due “camion” di rifiuti radioattivi, sottoposti a sequestro penale. E di conseguenza anche delle ipotesi di reato ambientale a carico di coloro che avrebbero deciso di scaricare quei rifiuti nell’area antincendio, anziché seguire le procedure previste. Un presunto illecito – o comunque una condotta ritenuta passibile di rilevanza penale – attuato direttamente nella gestione dei rifiuti, nell’ambito della società che gestisce il servizio di raccolta (Geofor) e direttamente all’interno di uno dei suoi stabilimenti.

A denunciarlo sono i delegati sindacali dell’Usb, che non appena lunedì si sono accorti di ciò che stava accadendo nella sede Geofor di Ospedaletto la  stessa dalla quale la banda che ha assaltato la Orotrade ha rubato i camion – si sono allarmati e hanno chiamato le autorità. «Il responsabile della sicurezza ha deciso di far scaricare due camion usati per la raccolta porta a porta di rifiuti multimateriale nell’area antincendio dello stabilimento, nonostante si sapesse già che entrambi contenevano rifiuti radioattivi e questo è illegale – dice Simone Teotino, delegato dell’Unione sindacale di base – La radioattività era emersa perché l’azienda si è dotata di uno strumento di rilevazione senza informare nessuno né rispettare le regole di prevenzione e sicurezza, questo per evitare le incombenze delle procedure corrette». In pratica, spiega Teotino, il camion dovrebbe passare dallo stabilimento Revet di Pontedera, dove si dovrebbe svolgere l’unico controllo ufficiale di radioattività dei rifiuti raccolti. Solo che, in caso di esito positivo, il camion rimarrebbe fermo e con lui l’operatore. Peraltro in un momento nel quale Geofor non può disporre di sette mezzi, quelli rubati dai ladri l’altra notte, oggetto di accertamenti da parte degli inquirenti.

E così, stando alla denuncia dei sindacalisti, si sarebbe originata già da alcuni mesi questa gestione “alternativa” che però ha incontrato lo stop della Procura, a seguito dell’accesso in via di Granuccio di carabinieri forestali, vigili del fuoco e Arpat. «Per un’azienda come Geofor il fatto che qualche mezzo sia fermo non è un buon motivo per bypassare le procedure e riversare in un’area vicina agli spogliatoi rifiuti radioattivi – aggiunge Teotino – ora il costo della caratterizzazione e le spese legali rischiano di ricadere sui cittadini». In attesa della posizione ufficiale di Geofor, pare che almeno parte della radioattività sia dovuta al pannolone di un malato oncologico finito per errore nella raccolta tradizionale. Il “lotto” di rifiuti interessati resta al momento sigillato.

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