I nostri soldi
Ordigni al cantiere del Sant’Anna a Pisa, spunta la rivendicazione degli anarchici: «Ogni guerra moderna inizia in un laboratorio»
L’attacco risale all’8 aprile scorso, il messaggio che circola sul web: «Libertà per Alfredo Cospito e per tutti i prigionieri della guerra sociale»
SAN GIULIANO. «La notte tra il 7 e l’ 8 aprile 6 ordigni incendiari sono stati posizionati su 4 mezzi pesanti e sulle centraline di due gru all’interno del cantiere per la costruzione di un tecno-polo dell’istituto di studi superiori Sant’Anna. Non è possibile conoscere gli effettivi danni causati vista la totale ignoranza da parte dei media a riguardo, certo danni ci sono stati potendo vedere le colonne di fumo ergersi in lontananza. Libertà per Alfredo Cospito e per tutti i prigionieri della guerra sociale».
Il messaggio
È con queste parole che, su alcuni siti di riferimento per il movimento anarchico, è stato rivendicato un attacco incendiario avvenuto lo scorso 8 aprile nel cantiere di realizzazione del nuovo polo tecnologico della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, nel comune di San Giuliano Terme, dove i lavori vanno avanti da due anni.
La Procura
E se il gesto in sé è passato inosservato ai più, al contrario la sua rivendicazione, accompagnata dal motto «Ogni guerra moderna inizia in un laboratorio», non è sfuggita all’attenzione della Procura della Repubblica di Pisa e alla questura, che indagano per fare luce sull’accaduto e sui suoi contorni. Della vicenda, inoltre, si starebbe occupando anche la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura di Firenze.
La rivendicazione
Sia per il tenore delle affermazioni finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, che per l’area di provenienza delle stesse e l’esplicito sostegno ad Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto in Sardegna in regime di 41-bis, “carcere duro” in seguito alla condanna definitiva a 23 anni di reclusione per l’attentato alla caserma dei carabinieri di Fossano (in provincia di Cuneo) nel 2006 e per altre azioni legate alla Federazione anarchica informale (Fai-Fri).
La rivendicazione sarebbe apparsa sul web lo scorso 22 aprile, due settimane dopo l’attacco. L’incendio si sarebbe effettivamente verificato, ma non avrebbe causato particolari conseguenze. Anche su quest’aspetto sono tuttora in corso approfondimenti investigativi per chiarire le origini dell’accaduto.
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