Elezioni universitarie a Pisa, i risultati e i nomi degli eletti: boom della destra che entra nel Senato Accademico
Azione Universitaria festeggia col figlio d’arte Matteo Latrofa. Al “comando” sempre Sinistra Per... che però perde terreno
PISA. Dalle tensioni di piazza della Pera a un risultato festeggiato come «storico». Alle elezioni delle rappresentanze studentesche negli organi dell’Università di Pisa, Azione Universitaria – lista di destra e legata a Fratelli d’Italia – raddoppia i consensi rispetto al 2024 ed entra per la prima volta nel Senato Accademico. Lo fa con un figlio d’arte, Matteo Latrofa, figlio di Raffaele, ex vicesindaco di Pisa e attuale presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale.
I numeri del voto
Il suo bottino supera le mille preferenze (1002) su 1373 voti alla lista e vale un seggio al Senato al pari di Universitari Liberi (1765, eletto Francesco Velani, 558). La voce grossa continua a farla Sinistra Per... (3354 voti e due seggi, Luca Martelli e Andru Budacu Ferrari, 913 e 653 preferenze), che però perde circa 15 punti percentuali del consenso raccolto nella tornata precedente. Il calo non mette tuttavia in discussione la maggioranza, con uno dei due seggi garantiti anche nel Consiglio d’amministrazione (il secondo, mancato per poche decine di voti, è andato a Universitari Liberi) e 13 seggi nel Consiglio Studentesco, più della metà di quelli disponibili sommando tutti e 6 i settori culturali. Da non sottovalutare anche il segno “più” davanti al trend dell’affluenza con oltre 8mila votanti (attorno al 25% in più rispetto a due anni fa), anche se la base di circa 45mila aventi diritto indica che coloro che si avvicinano alla “politica” universitaria continuano a essere una netta minoranza.
Risultati ancora ufficiosi
I risultati dello scrutinio, pubblicati sul portale dell’Università, sono ancora “ufficiosi”, ma a breve diventeranno ufficiali. Ed è così che vengono già considerati dai movimenti studenteschi nei loro commenti.
La soddisfazione di Azione Universitaria
A partire da Azione Universitaria, soddisfatta del balzo dal 12 fino al 20 per cento. «Un risultato che segna un cambio di scenario nell’ateneo pisano, da sempre considerato una delle realtà universitarie più orientate a sinistra del Paese – le parole di AU – Un traguardo costruito con un lavoro costante e capillare, portato avanti senza arretrare di un passo, mentre la sinistra universitaria perde il 15% dei consensi. Questo risultato dimostra che non è vero che i giovani sono tutti di sinistra, anzi. Semplicemente cercano e premiano competenza, serietà, presenza e capacità di ascolto. E quando si offre una proposta politica credibile e concreta, non esistono obiettivi che non si possono raggiungere». E ancora: «Nei prossimi due anni daremo voce a migliaia di studenti che troppo spesso sono stati ignorati. Porteremo sui tavoli istituzionali i problemi reali dell’università, quelli che incidono sulla qualità della vita studentesca, lasciando alla sinistra le battaglie ideologiche scollegate dalla realtà. Durante la campagna elettorale abbiamo scelto uno slogan chiaro: prima gli studenti. Da oggi lo trasformeremo in azione concreta».
La crescita di Universitari Liberi
Anche Universitari Liberi esulta. «Siamo ufficialmente la lista che è cresciuta più di tutte, registrando un netto +10% – evidenzia il movimento, dal 14,9 al 25% di consensi – Gli studenti hanno mandato un messaggio: le realtà apartitiche, pragmatiche e non estremamente ideologiche sono l’unica vera alternativa per vedere valorizzati e tutelati i propri diritti».
La replica di Sinistra Per...
«Per noi la notizia è che col governo che abbiamo e la giunta che abbiamo a Pisa c’è un’organizzazione di sinistra indipendente che ottiene la metà dei voti – ribatte agli avversari Sinistra Per... per bocca di Andru Budacu Ferrari – Se siamo calati rispetto a due anni fa è perché adesso ci sono più liste concorrenti, è fisiologico. Dispiace invece che l’Ateneo faccia ancora fatica a informare efficacemente gli studenti sulle elezioni, spesso lo studente medio sa a malapena che si vota».
Gli altri eletti e il quadro complessivo
Nel Consiglio Studentesco entra anche Cambiare Rotta, con un seggio nel settore 5 (poi ci sono i consigli di dipartimento, di corso e non solo), dato che secondo i comunisti «conferma la necessità di una rappresentanza di rottura». Reazioni a parte, dopo mesi di piazze e manifestazioni, la politica “della città” e la politica giovanile-universitaria sembrano tutt’altro che due mondi separati.
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