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Pisa

Tribunale

San Giuliano, bambino morto annegato in piscina: a processo i gestori e i genitori

di Lorenzo Carducci

	Un parco acquatico (foto di repertorio)
Un parco acquatico (foto di repertorio)

Anmol Kumar aveva 6 anni: il rinvio a giudizio per omicidio colposo

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SAN GIULIANO. Saranno in quattro a doversi difendere dall’accusa di omicidio colposo per la morte del piccolo Anmol Kumar, bambino indiano di 6 anni deceduto il 18 luglio 2022 all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze in seguito al tragico incidente del giorno prima nella piscina del parco acquatico “Piccolo Mondo di Madonna dell’Acqua (San Giuliano Terme).

Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pisa Eugenia Mirani ha rinviato a giudizio l’amministratrice e il gestore della società del parco divertimenti, i fratelli Miriam e Simone Fornaciai, 37 e 57 anni – difesi dagli avvocati Roberto De Robertis, Gabriele Marroni e Marco Cagnetta – e i due genitori del piccolo Anmol, Raj Kumar e Bala Rajni, 48 e 42 anni, rappresentati dall’avvocato Lodovico Luis Espinoza. Un passaggio che per la coppia ha l’effetto di un dolore insanabile che si rinnova.

Nel processo che prenderà il via il prossimo 10 aprile davanti al giudice monocratico Giovanni Zucconi, i genitori sono però al contempo stati ammessi anche come parti civili, assieme ai due nonni e ai quattro zii del bambino. Due di questi sono rappresentati dall’avvocato Espinoza, mentre a curare gli interessi dei nonni e dell’altra coppia di zii è l’avvocato Andrea Callaioli. Il rinvio a giudizio arriva dopo l’imputazione coatta disposta dal giudice per le indagini preliminari Nunzia Castellano, che aveva respinto per due volte la richiesta di archiviazione del pubblico ministero. Una richiesta formulata anche ieri, con l’indicazione che, in caso contrario, l’eventuale rinvio a giudizio riguardasse tutti e quattro gli imputati. Sia coloro che sono chiamati in causa come gestori della struttura – e in quanto tali tenuti a garantire la sicurezza degli utenti – sia i genitori chiamati a vigilare sul proprio figlio.

Anmol Kumar è morto per annegamento, anche se il decesso avvenne il giorno dopo al Meyer, dove il bambino arrivò in stato di coma. I familiari fin dall’inizio hanno chiesto di accertare se il dramma avvenuto nel parco acquatico di San Giuliano potesse essere in qualche modo evitato. Se la morte del loro bambino fosse dovuta alla responsabilità dei gestori e soprattutto se fossero stati messi in atto tutti gli accorgimenti necessari per garantire la sicurezza della piscina.

Inizialmente sembrava che la procura non avesse ravvisato anomalie. Dalle ulteriori indagini ordinate dal gip ed effettuate in seguito dai carabinieri, sono poi emerse presunte irregolarità nel piano e nelle misure di prevenzione del parco acquatico. Presunte irregolarità, naturalmente tutte da verificare, tra cui la mancanza di un adeguato servizio di assistenza ai bagnanti e una condizione di sovraffollamento della struttura, che sarebbero causalmente collegate alla tragedia. Così come, sempre nell’ipotesi che sarà da vagliare in dibattimento, l’omessa vigilanza da parte dei genitori.

Una vicenda dolorosa e dalla complicata ricostruzione, dal momento che nessuno sembra aver assistito da vicino all’annegamento del piccolo Anmol.

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