Fratelli d’Italia, a Pisa è partita la faida: Latrofiani contro Petrucciani – Come nasce la guerra interna
Il sindaco Michele Conti ha annunciato e poi ratificato il rimpasto di giunta: decisioni che hanno una chiara connotazione politica. Ma cosa c’è dietro?
PISA. A Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa, i nuovi assessori Elena Del Rosso (FdI) e Amanuel Sikera (Pisa al centro, lista civica del sindaco) si sono insediati martedì 27 gennaio. Una specie di primo giorno di scuola per i due ex consiglieri comunali “promossi”, ma in un clima poco festoso. Fanno invece gli scatoloni Giulia Gambini (FdI) e Gabriella Porcaro (Pisa al centro), in silenzio, ma con molta amarezza.
Il rimpasto e le prime reazioni
Il rimpasto annunciato sin da Natale e attuato lunedì dal sindaco Michele Conti ha avuto inevitabili contraccolpi. E scie polemiche. Scontate quelle nell’opposizione («è la certificazione del fallimento della destra», dice Antonio Mazzeo, vicepresidente del consiglio regionale), meno attese, nei toni e contenuti, quelle dentro la maggioranza di centrodestra e civica. Questo perché la revisione della squadra di governo ha portato alla luce tensioni latenti e uno scenario politico che arriva fino alle elezioni amministrative del 2028.
Il braccio di ferro dentro Fratelli d’Italia
In sintesi: esce allo scoperto più che mai il braccio di ferro interno a Fratelli d’Italia tra la parte che guarda al consigliere regionale Diego Petrucci (di cui fa parte Gambini) e quella che ha come riferimento l’ex vicesindaco Raffaele Latrofa, ora presidente dei porti del Lazio (di cui fa parte Del Rosso, oltre alla consigliera Anna Buoncristiani Fochi che subentra nell’assemblea cittadina). Peraltro entrambi sono abbastanza vicini al deputato Giovanni Donzelli. Per ora prevalgono dunque i “latrofiani”, mentre di recente, tra “passeggiate per la legalità” e critiche al progetto della tramvia, Petrucci ha bacchettato Conti su sicurezza e mobilità.
Il caso Niccolai e la spaccatura interna
Nel contempo Fratelli d’Italia perde un componente del gruppo consiliare, Francesco Niccolai, che ha deciso di passare al gruppo misto. In un post social al veleno, il consigliere (già da tempo su posizioni critiche rispetto al suo gruppo, tanto da aver rinunciato alla carica di vicepresidente del consiglio comunale) si definisce «schiacciato» dalla «spaccatura tra le due “anime” in seno al partito locale» che in questa consiliatura «si acuisce». La goccia che fa traboccare il vaso è la sostituzione di Gambini, motivo per Niccolai di disillusione verso Conti, che così facendo si è prestato «a una mera operazione partitica per accontentare le pressioni di una delle due anime “locali”».
La difesa dei vertici di FdI
Al fianco di Conti si schierano i vertici di FdI, ovvero Salvatore Sasso Deidda, commissario per le elezioni, e Serena Bulleri, presidente provinciale, tra coloro che in occasione delle recenti elezioni regionali e anche dopo avrebbero avuto più di una frizione con Petrucci. «La scelta del sindaco Conti di nominare assessore Elena Del Rosso, una professionista di livello, il cui consenso è stato confermato dal buon risultato raggiunto alle elezioni regionali, dimostra – dicono – la fiducia di Conti nel nostro partito, che si mette sempre a disposizione della giunta e della maggioranza di centrodestra per operare al meglio e prepararsi a confermare nel 2028 il governo della città».
Le deleghe e l’ascesa di Frida Scarpa
E qui si arriva al secondo elemento chiave del rimpasto. Perché Conti ne ha approfittato per sistemare un po’ di deleghe. In particolare ne ha prese tre che si era tenuto (progetti Pnrr, stadio Arena Garibaldi e navigabilità dell’Arno), tutte assai pesanti, e le ha attribuite all’assessora Frida Scarpa, esponente della lista del sindaco, ex campionessa di scherma, la donna più votata alle comunali del 2023. Per tutti è una sorta di incoronazione: Conti ha scelto chi dovrà correre per la sua successione nel 2028. «Non un rimpasto di giunta, ma l’inizio della campagna elettorale della destra sulla pelle della cittadinanza», attacca Ciccio Auletta, consigliere della sinistra radicale.
Le tensioni nel centrodestra
Ma anche dentro i partiti del centrodestra questa mossa non è piaciuta a tutti. La sfida, non inedita, tra i partiti tradizionali e il civismo sulle candidature è già aperta.
