Il Tirreno

Portoferraio

Addio a Beppe Frangioni, leggenda e bandiera dell’Audace


	La locandina della festa, nel 2017, per gli 80 anni di Beppe Frangioni
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La locandina della festa, nel 2017, per gli 80 anni di Beppe Frangioni

Libero vecchio stile, audaciano nell’anima: ha insegnato calcio a generazioni di ragazzi elbani. Il sindaco: «Perdiamo una nostra colonna»

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Portoferraio. Il calcio elbano è in lacrime. Non solo. Tutta l’isola è triste per la scomparsa di Beppe Frangioni, bandiera dell’Audace Portoferraio e simbolo del calcio  dello Scoglio. Libero vecchia maniera, giocatore di grande livello. Per tanti anni, giusto per rendere l’idea, quando un difensore spazzava l’area con un calcio potente e preciso si diceva: «Bravo, alla Beppe Frangioni”. Dopo aver portato la maglia dell’Audace a spasso per la Toscana, Beppe ha insegnato calcio a generazioni di ragazzini. Non solo. Ha insegnato la vita a tanti elbani.  Nel 2017 l’amministrazione comunale di Portoferraio aveva organizzato una cerimonia  in grande stile per festeggiare i suoi 80 anni. Aveva 89 anni. Non stava bene da tempo. E’ morto nella notte tra giovedì e venerdì in ospedale a Portoferraio. 

«Con la scomparsa di Beppe Frangioni, Portoferraio e l’intera isola d’Elba perdono non soltanto un grandissimo uomo di sport, ma una vera e propria colonna della nostra comunità. A nome di tutta l'amministrazione comunale e della cittadinanza, desidero esprimere il più profondo e sentito cordoglio ai familiari, - in particolare ai “nostri”  Stefano e Daniele, figli di Beppe e dipendenti del Comune di Portoferraio - e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di condividere con lui un pezzo di strada.

Beppe è stato una bandiera indimenticabile dell’Audace, una maglia bianca e rossa che ha indossato a pelle, portando con orgoglio la "portoferraiesità" in giro per l'intera Toscana fin dagli anni più difficili del dopoguerra. Ma il suo impatto più grande va ben oltre i successi sul campo da gioco: per intere generazioni di giovani elbani, Beppe è stato una guida, un maestro e un punto di riferimento fondamentale – ricorda il sindaco Tiziano Nocentini –  Ha cresciuto i nostri ragazzi trasmettendo loro i valori più sani dello sport e della vita: il rispetto, la lealtà, lo spirito di sacrificio e l’attaccamento profondo alle proprie radici».

«Il suo insegnamento – conclude il sindaco – rimarrà vivo nel cuore della nostra città e nella memoria delle tante generazioni di calciatori che, grazie a lui, hanno imparato a calciare un pallone e a diventare grandi. Portoferraio non dimenticherà il suo sorriso, la sua passione e la sua straordinaria umanità.

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