La ricostruzione
L’icona della pizza Luciano Sorbillo a San Vincenzo: «Ecco la pizza che dedicherei a questa meravigliosa cittadina sul mare»
Ambasciatore della pizza napoletana in Italia e nel mondo, per il secondo anno di fila era in paese per il Festival della Pizza che ha riscosso un clamoroso successo di pubblico
SAN VINCENZO. Per quattro giorni piazza Unità d’Italia a San Vincenzo si è trasformata in un’enorme pizzeria a cielo aperto. Una seconda edizione (organizzata da comune di San Vincenzo e pro loco in collaborazione con le associazioni New Sapiens e San Vincenzo calcio su un’idea di Marcello Schisano e Luciano Sorbillo), che ha riscosso un clamoroso successo di pubblico ogni sera grazie alla presenza costante di ben cinque pizzerie -le piombinesi Mondo Pizza, Pathos ed Egidio, O’ Scugnizzo di Camaiore e Le Due Isole di Follonica- dotate di altrettanti forni a legna accesi già nel primo pomeriggio per le masterclass e i laboratori bambini, quest’ultimi tenuti direttamente dal maestro Luciano Sorbillo.
Icona nazionale
Vera e propria icona di questa gustosa eccellenza tricolore (dal 2017 patrimonio immateriale dell’Unesco), tanto da essere stato nominato ambasciatore della pizza napoletana in Italia e nel mondo. Ed infatti lui il mondo lo gira veramente anche a seguito di grandi artisti che puntualmente lo scelgono per curare la parte culinaria del proprio back stage. Tra questi Lorenzo Jovanotti che Sorbillo ha seguito durante l’intero tour estivo 2026 mentre, notizia di questi giorni, il prossimo anno sarà a capo dei pizzaioli che si occuperanno di Ultimo, che giusto lo scorso 4 luglio ha convogliato a Roma qualcosa come 250 mila persone per il suo concerto.
La storia della famiglia
Sorbillo ha iniziato ad avvicinarsi all’arte della pizza all’età di nove anni seguendo le orme dei nonni Luigi e Carolina, i quali hanno dato alla luce la bellezza di 21 figli. Diventati tutti pizzaioli. Quasi un destino scritto tra i vicoli, il mare di Napoli ed il Vesuvio. «Porto avanti con orgoglio una tradizione avviata dalla mia famiglia sin dal 1935- dice Sorbillo- per noi la pizza è qualcosa di identitario, basti pensare che mio padre nel 1959 ideò la prima pizza con cornicione ripieno di ricotta in occasione della storica partita Napoli- Juventus (finita 2-1). Ad esempio Maradona- prosegue- che è stato un mio grande amico, si faceva preparare da me proprio la margherita con il cornicione ripieno». Luciano Sorbillo è laureato in economia e commercio, una passione quella per i numeri che ha finito per combinare perfettamente a quella per l’arte bianca. «Alla fine- spiega- per preparare una buona pizza occorre calcolare gli ingredienti, pesarli, testarli e fare esperimenti come succede in chimica. E comunque, nella panificazione si ragiona sempre in termini percentuali».Anche se alla fine, ci rivela il maestro, l’ingrediente principale resta la passione senza la quale non sarebbe possibile continuare a crescere, frequentando corsi di formazione per restare sempre al passo con i tempi che cambiano, proprio come le esigenze ed i gusti delle persone.
La sua presenza nella Costa degli Etruschi
Ormai da due anni presenza fissa al Festival della Pizza, ha imparato a familiarizzare con la gente del posto e con le caratteristiche del territorio. Che pizza dedicherebbe, dunque, a San Vincenzo? «Una pizza con base rossa, senza mozzarella, con alici, origano, olio Evo locale e olive nere. Una sorta di rivisitazione della marinara in grado di esaltare i sapori ed i profumi del posto e che- chiosa Sorbillo- in onore di questa bella cittadina sul mare mi piacerebbe inserire nel menù battezzandola Pizza Vincenzo».
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