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Elba, è morta Giuliana Foresi: addio alla signora dell’Aleatico che conquistò anche Napoleone
Aveva 95 anni: fu la prima imprenditrice agricola dell’isola e riportò in vita l’Ansonica passita
PORTOFERRAIO. In questo inizio del 2026 dobbiamo registrare una grande perdita per l’isola. Nella sera di lunedì 5 gennaio si è spenta, ormai prossima ai 95 anni, la stimata e nota Giuliana Foresi, erede di una stirpe di agricoltori iniziata sull’isola nel 1710.
Il rito funebre
Mercoledì 7 gennaio alle 14 il rito funebre presso la cappella del cimitero della Misericordia con l’impresa Fuligni, e nell’annuncio mortuario si legge “Non fiori ma opere di bene”. Dal 2009 era rimasta sola in quanto era deceduto il marito Taddeo Taddei Castelli, pure lui molto conosciuto, cugino del di Sandro Pertini, il presidente della Repubblica che nel 1933 fu recluso politico nella torre medicea di Portoferraio. Giuliana è stata accudita amorevolmente fino all’ultimo dalla sua assistente personale Helen Mendoza e pure da una famiglia, si può dire “adottata”, i Mema albanesi.
Le origini familiari
Lascia poi cugini livornesi della famiglia Trumpy, discendenti di Emilia, la madre norvegese di Giuliana che aveva sposato Ulisse Foresi medico pediatra, che agiva a Livorno. Dalla loro unione nacque il 2 maggio del 1931, quella che poi è diventata la prima imprenditrice agricola dello Scoglio.
Gli anni a Milano
«In gioventù visse a Milano – riferisce Valeria al Tirreno, nipote elbana di Taddeo – ed era impegnata nel settore della pubblicità internazionale. Suo padre, medico, la richiamò all’Elba verso gli anni 70 del 1900, in quanto possedeva la fattoria ben nota, La Chiusa di Magazzini, posta nella periferia di Portoferraio, e Giuliana riuscì a prendere le redini di tale impresa agricola. Ebbi l’onore di lavorare assieme a lei e fu la prima a chiedere alla regione Toscana il Doc, stante la qualità dei vini che produceva ed anche a coltivare nuovamente l’antico vitigno Ansonica».
La gestione della fattoria
Giuliana lascia anche Valerio, figlio acquisito grazie al fatto di aver sposato Taddeo. Giuliana riuscì a condurre fino al 2003, con l’aiuto del marito Taddeo, la nota fattoria, che nel 1814 fu frequentata addirittura da Napoleone Bonaparte al momento dello sbarco per l’esilio elbano. Volle il generale visitare l’azienda vitivinicola che si affaccia sul golfo di Portoferraio, e l’imperatore scopri la bontà dell’Aleatico, il celebre vino passito, che ha poi ottenuto la Docg, unico vino dolce in Toscano ad avere ricevuto tale riconoscimento.
Una donna rigorosa
La Foresi ricevette una educazione ferrea, soprattutto per merito della madre, e si è sempre distinta per le sue qualità e generosità, dal portamento elegante ma allo stesso tempo agiva con amorevole semplicità, sempre sorridente e gentile.
Le difficoltà iniziali
«I primi tempi - ebbe a dire al Tirreno – che frequentavo La Chiusa non furono facili; gli addetti ai lavori tutti gli uomini non amavano vedersi intorno una donna. Ma con tenacia andai avanti finché non presi completamente il comando e mi tornarono anche utili le esperienze avute a Milano, quando ero impegnata nel settore delle pubblicità, del marketing, per far conoscere il valore dei nostri prodotti vitivinicoli. Mio padre Ulisse era pediatra a Livorno, e aveva ricevuto la tenuta agricola elbana dai Senno, ma con la sua attività non poteva seguire al meglio il podere, per cui nel 1971 abbandonai Milano e decisi di proseguire l’impegno dei miei antenati. A vincere le resistenze del fattore, che allora guidava la tenuta, mi aiutò anche mia madre, e col passare degli anni fui la vera protagonista della gestione, grazie anche ai consigli di un enologo del Chianti che mi suggerì di ristrutturare tutte le vigne, passando da quelle ad alberello al cordone speronato. Pure il professor Garofalo biologo mi aiutò e il mitico Luigi Veronelli assaggiò le annate che babbo aveva conservato di Sangioveto, Aleatico e Moscato e apprezzò specialmente i rossi. Una cosa che credo di aver fatto bene è la riscoperta dell’Ansonica passita che nessuno faceva più. Poi i nostri vini bianchi e rossi Doc di elevata qualità ottenuti con processi biologici ed anche si produceva l’olio d’oliva extravergine. Poi nel 2003 vendetti tutto alla famiglia milanese Corradi che hanno proseguito il nostro percorso di oltre 300 anni».
L’impegno culturale
Giuliana oltre la generosità nei confronti della famiglia Mema, si è distinta per l’impegno profuso nel Circolo Culturale Sandro Pertini dell’Elba, a cui era molto legata stante la parentela del marito con il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani. Fu incaricata di seguire la Residenza sanitaria assistenziale di San Giovanni e quindi favori attività sociali e culturali per tale struttura, per dare ulteriore benessere dei 30 ospiti della struttura. Una Foresi d’acciaio dal cuore d’oro Giuliana, una delle ultime rappresentanti di una stirpe storica per l’isola.
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