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Montecatini

Il colpo

Spaccata alla gioielleria Berenice di Monsummano. Vetrina sfondata con un tombino


	La vetrina spaccata (foto Nucci)
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La vetrina spaccata (foto Nucci)

L’episodio a mezzanotte di sabato 26 settembre: rubati i monili in esposizione. Probabilmente la stessa banda si è poi diretta a Pontedera per un secondo colpo a un'attività di preziosi

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Monsummano Il raid della banda potrebbe aver vissuto tre momenti principali nella notte tra sabato 26 e domenica 27 settembre. Il primo: il furto di un’Audi A3 grigia a Empoli. Il secondo: la spaccata alla gioielleria Berenice di Monsummano, nella centrale via Matteotti, intorno a mezzanotte. Il terzo momento: la seconda e ultima spaccata della scorribanda, avvenuta dopo le 3 della mattina a Pontedera, ai danni della gioielleria Oro Genesi, ironia della sorte anche questa in corso Matteotti nella città della Piaggio.

La cronaca di una notte violenta insomma e di furti in serie in questa parte di Toscana. Si diceva di Monsummano, ciò che ci interessa più da vicino. Presa di mira la gioielleria Berenice, che si trova quasi sull’angolo tra via Matteotti e l’inizio di piazza Giusti (oltre l’incrocio con via Mazzini), in una zona piena di attività commerciali che rimane alle spalle della Basilica della Fontenova.

Il negozio ha una vetrina sulla strada e un’altra in qualche modo nascosta su un piccolo slargo del marciapiede. È qui che la banda ha agito, secondo le testimonianze sarebbero stata composta da quattro persone con indosso tute bianche e passamontagna a celare il volto. Con un tombino hanno sfondato il vetro, arraffando quanto potevano degli oggetti preziosi in esposizione, senza dirigersi però alla cassaforte. Danni e valore dei monili trafugati sono in corso di quantificazione. Ieri l’attività è rimasta chiusa, con un cartello inequivocabile affisso. “Basta ladri” è la sintesi, considerazione espressa con parole più colorite.

Il colpo è durato lo spazio di pochi minuti, poi i ladri sono fuggiti a bordo del Suv. Ma a quanto pare la loro notte era appena iniziata. Dopo Monsummano, infatti, si sarebbero diretti verso Pontedera. E qui hanno messo in scena un’altra spaccata con furto. Probabilmente la stessa banda ha preso di mira la gioielleria Oro Genesi in corso Matteotti, nel centro della città in provincia di Pisa. Sono circa le 3.20 di domenica. I bar hanno chiuso da pochi minuti e il corso è deserto. Testimone oculare è stato Luca Firmani, titolare del bar Beat. «Una scena incredibile, quasi non credevo ai miei occhi. Sembrava un film: abbiamo visto i ladri arrivare e colpire in pochi minuti. Ci siamo chiusi dentro il bar e abbiamo chiamato il 112».

La banda ha utilizzato una cinghia e un gancio attaccati all’Audi per rimuovere le inferriate della gioielleria, quindi hanno azionato gli estintori creando una nube che li proteggeva da occhi indiscreti. Come nel caso di Monsummano, hanno utilizzato un tombino e anche un mazzuolo per sfondare le vetrine. Pochi minuti dopo, l’auto è riapparsa dalla nube degli estintori fuggendo a tutta velocità con il bottino.

Subito sulle tracce dei ladri c’erano polizia e carabinieri, questi ultimi hanno dato vita a un inseguimento fino alla diramazione della Fi-Pi-Li verso Livorno, poi hanno perso di vista il Suv, i cui occupanti durante la fuga avevano lanciato chiodi a tre punte sulla carreggiata nel tentativo di ostacolare l’inseguimento. Così i titolari dell’orificeria di Pontedera, Giuseppe Nocchi, Marco Fantozzi e Daniele Molesti: «Erano dei professionisti. Hanno colpito le vetrine, rompendo tutto con un tombino e un mazzuolo. Il vetro della porta d’ingresso ha ceduto alla base: l’hanno divelto e sono entrati. Hanno svuotato alcune vetrine. Nei prossimi giorni sapremo con precisione cosa hanno portato via. Ringrazio chi ha chiamato subito le forze dell’ordine, altrimenti i danni sarebbero stati anche più gravi».

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