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Pescia e Marliana, atto di diffida dal prefetto

di Luca Signorini

	Il prefetto di Pistoia Angelo Gallo Carrabba (foto Nucci)
Il prefetto di Pistoia Angelo Gallo Carrabba (foto Nucci)

Entrambi i Comuni non hanno ancora approvato il rendiconto di gestione 2025 in consiglio comunale. Gallo Carrabba: «Se non verrà votato entro 20 giorni si darà avvio alla procedura di scioglimento»

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Pescia La Prefettura con gli occhi puntati su due Comuni della Valdinievole, Pescia e Marliana. Entrambi i consigli comunali infatti non hanno ancora approvato il rendiconto di gestione relativo ai conti pubblici del 2025, con scadenza il 30 aprile. Per questo è arrivata la dura presa di posizione del prefetto di Pistoia Angelo Gallo Carrabba, che in sostanza assegna ai due consigli comunali «un termine di 20 giorni per provvedervi». In caso di ulteriore slittamento, «si darà avvio alla procedura di scioglimento del consiglio comunale, come previsto dal Testo unico degli enti locali», avverte il prefetto. Pescia e Marliana con i bilanci non se la passano bene come Il Tirreno ha avuto modo di scrivere diffusamente negli ultimi giorni e settimane.

Pescia

Palazzo del Vicario ha un debito monstre di 19 milioni di euro, «tra debito residuo, disavanzi e accantonamenti vari, circa 1000 euro a cittadino», come ha spiegato in diverse occasioni l’assessore in materia Luca Tridente. Ci sono comunque degli spiragli, per esempio il saldo positivo di cassa del 2025 di oltre 5,3 milioni di euro. I conti pubblici del Comune di Pescia sono in bilico da anni e ancora non sono tornati in pareggio.

Marliana

I numeri di questo Comune sono certamente più ridotti, in proporzione alle capacità di spesa e alla quantità dei residenti nel territorio montano. Il caso è emerso negli ultimi giorni, con lo schema di rendiconto 2025 che ha presentato un disavanzo quantificato in 130.711 euro. Anche se il sindaco Federico Bruschi - accerchiato dai gruppi di opposizione e anche dal Partito democratico, che ha contribuito alla sua elezione quattro anni fa - ha spiegato che non si tratta di un «buco in bilancio causato da spese folli o debiti fuori controllo, ma deriva dall’obbligo di legge di accantonare una cifra imponente (oltre 1 milione e 700mila euro, ndr) nel Fondo crediti di dubbia esigibilità a tutela dei crediti di difficile riscossione». «Si tratta di un congelamento prudenziale di risorse a garanzia del bilancio, non di denaro speso», ha aggiunto il primo cittadino di Marliana. Fatto sta che il rendiconto di gestione 2025 non è ancora stato approvato dal consiglio comunale e dunque si è mosso il prefetto.

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