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Centro islamico, il “patto” col Comune di Montecatini. «Dialogo aperto e conoscenza reciproca»

Centro islamico, il “patto” col Comune di Montecatini. «Dialogo aperto e conoscenza reciproca»

Primo incontro con l’amministrazione e i consiglieri. «Per massima trasparenza e rispetto delle regole»

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Montecatini Dialogo, trasparenza, reciproca conoscenza: sono le parole chiave del rapporto avviato tra il neonato Centro culturale islamico di Montecatini e l’amministrazione. Ma con un pensiero rivolto anche alle opposizioni, soprattutto di centrodestra vista la raccolta firme in corso. «L'associazione ritiene infatti che il dialogo istituzionale debba coinvolgere tutte le sensibilità politiche, nella convinzione che la conoscenza reciproca rappresenti sempre il modo migliore per superare dubbi, chiarire eventuali perplessità e favorire un confronto basato sui fatti», scrive Mirko Polese, portavoce del Centro islamico.

Il primo incontro istituzionale con i consiglieri di maggioranza ma anche di minoranza (Fanucci Sindaco) si è svolto in «un clima sereno e costruttivo, consentendo di presentare direttamente l'associazione, illustrarne le finalità e rispondere alle domande poste dai rappresentanti dell'amministrazione». È l’unico modo per persuadere chi si oppone ad accettare l’integrazione di una comunità che tra Montecatini e Pieve a Nievole conta 250 famiglie. Con l’apertura della sede in un vecchio ristorante di via del Gallo (Locanda di Tino 2, ex Direttore) che alcuni vorrebbero scongiurare in tutti i modi. Ancora il Centro islamico: «Negli ultimi mesi il dibattito si è concentrato sull'ipotesi di una futura sede, arrivando spesso a identificare il Centro islamico esclusivamente con una presunta operazione immobiliare. Riteniamo importante precisare che il Centro è anzitutto un'associazione regolarmente costituita, dotata di atto costitutivo, statuto, codice fiscale e organi direttivi, nata per promuovere attività culturali, dialogo e partecipazione civica. Allo stato attuale non è stato presentato alcun progetto edilizio agli enti competenti né risulta avviato alcun procedimento urbanistico. Riteniamo opportuno distinguere il percorso associativo da eventuali questioni che, qualora dovessero riguardare una futura sede, seguiranno gli iter previsti dalla legge e saranno valutate dalle autorità competenti».

Insomma, «l'identità dell'associazione non può essere ridotta al tema di un immobile. Il Centro culturale islamico di Montecatini Terme esiste già come realtà associativa e il suo percorso si fonda sul dialogo con le istituzioni, sulla trasparenza amministrativa e sul rispetto delle regole. E la fiducia tra cittadini e istituzioni si costruisce attraverso la conoscenza reciproca, il rispetto delle norme e il confronto sui fatti: è su questi principi che intendiamo continuare il nostro percorso».

Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle Simone Magnani: «Sono felice di aver creato le condizioni per questo incontro. Abbiamo conosciuto lavoratori, imprenditori e padri di famiglia che hanno espresso il desiderio di contribuire alla crescita di Montecatini, investendo sul territorio attraverso la creazione di un punto di incontro, formazione e confronto. L'associazione sta investendo nella realizzazione della sede e i membri hanno ribadito l'importanza del rispetto reciproco, e di quanto questa realtà possa essere utile per favorire l'integrazione e lo scambio culturale. Insieme alla consigliera Siliana Biagini (Pd) abbiamo già iniziato a lavorare sulle prospettive che si apriranno in questo senso». 


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