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Riunione decisiva sulla piscina Marchi di Pescia. Tra la proroga della gestione e il maxi cantiere da far partire

di Luca Signorini
Riunione decisiva sulla piscina Marchi di Pescia. Tra la proroga della gestione e il maxi cantiere da far partire

Scade a fine mese l’affidamento alla Cogis ed è ancora fermo il progetto da 1,3 milioni di euro

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Pescia Potrebbe essere decisiva la riunione in programma mercoledì 3 giugno nella sede della Provincia a Pistoia per il futuro della piscina Marchi - di proprietà provinciale ma concessa al Comune di Pescia - che ha la gestione della Cogis in scadenza a fine mese e un progetto da 1,3 milioni euro per la completa ristrutturazione ancora fermo al palo. Il rischio di cui si discute da tempo in città è una chiusura della struttura, che oltre a servire i clienti esterni è anche a disposizione delle vicine scuole superiori insieme alla sua palestra. È incerto il futuro insomma, tra una proroga della gestione chiesta a gran voce e un cantiere in attesa di partire, così da consegnare a Pescia un impianto del tutto rinnovato e al passo con i tempi e con le norme attuali di sicurezza.

Per Claudia Rosellini della Lega di Pescia «la piscina Marchi è diventata il simbolo di una gestione amministrativa che non funziona. Non è un problema tecnico, ma il risultato di anni di decisioni mancate. Non si tratta di una situazione nata oggi, ma di un problema che si trascina da tempo tra rinvii continui, proroghe e decisioni mai prese davvero». Già in una delibera del consiglio comunale del 2019 «era scritto nero su bianco che l’impianto necessitava di ingenti interventi di manutenzione straordinaria e che una sua eventuale chiusura avrebbe rappresentato un grave disagio per Pescia e per gli altri comuni del circondario – sottolinea – e si va avanti sempre nello stesso modo: si aspetta l’ultimo momento, si arriva in emergenza e si mettono pezze senza mai affrontare il problema alla radice». Per Rosellini «se anche la piscina di Pescia dovesse fermarsi, tutta la Valdinievole si troverebbe con due soli impianti funzionante, quelli di Monsummano e Larciano-Lamporecchio, con pesanti disagi per famiglie, scuole, associazioni sportive e utenti».

Secondo il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giacomo Melosi, se anche oggi in Provincia «dovesse arrivare una fumata bianca, sarebbe ancora presto per festeggiare, perché i tempi burocratici necessari tra la pubblicazione del bando e la sua assegnazione andrebbero ben oltre il mese di settembre. E allora la domanda è inevitabile: cosa succederà a settembre?». «Senza una proroga della gestione, o quantomeno senza una soluzione alternativa, il rischio concreto è che la piscina non riapra – prosegue l’esponente di opposizione – uno scenario a cui non voglio minimamente pensare, perché sarebbe un colpo pesantissimo per la città, per le famiglie, per i ragazzi e per tutto il movimento sportivo. Sono convinto che alla fine si arriverà a un compromesso, come successo in questi anni. Ancora una volta però all’ultimo tuffo, tanto per rimanere in tema. Ed è proprio questo modo di amministrare che non mi piace: in tutta questa vicenda il silenzio del sindaco è assordante. Un sindaco dovrebbe rassicurare la cittadinanza, assumersi responsabilità, spiegare cosa sta accadendo e trasmettere fiducia. Invece, ancora una volta, il nulla», conclude il consigliere di centrodestra. 

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