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Pescia, non è stato ancora risolto il caso delle interrogazioni senza risposta. Tensioni in giunta

di Maria Salerno

	Un consiglio comunale a Pescia (foto Nucci)
Un consiglio comunale a Pescia (foto Nucci)

Nessun chiarimento tra l’assessore Leggio e il sindaco Franchi

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Pescia Nessun chiarimento (almeno fino al pomeriggio di martedì 31 marzo, ma in serata potrebbe svolgersi un incontro per definire la vicenda) è sopravvenuto tra l’assessore Matteo Leggio e il primo cittadino Riccardo Franchi all’indomani della seduta del consiglio comunale, durante la quale l’assessore ha voluto sottolineare proprio la «discutibile organizzazione dei lavori dei consigli comunali». La contestazione riguarda il metodo e non il merito ha specificato Leggio «con interrogazioni appena sopravvenute e subito inserite all’ordine del giorno rispetto ad altre ferme da mesi».

Sarebbero trenta le interrogazioni ancora in giacenza, alcune addirittura risalenti allo scorso mese di ottobre. A replicare all’assessore è invece il presidente del consiglio comunale Maurizio Di Vita che si dichiara «sorpreso» di fronte alle esternazioni di Leggio dal momento che «fino a che era consigliere comunale – dice – il metodo di iscrizione all’ordine del giorno è sempre stato da lui avallato». Di Vita attribuisce al “novellato” e “alla giovane età” del neo assessore l’incapacità di “gestire la pressione” derivante dal suo ruolo. «È la prima volta che un assessore chiede che non gli venga iscritta all’ordine del giorno una sua interrogazione – prosegue – facendolo anche tramite il suo capogruppo». Quanto alle famose trenta interrogazioni in giacenza, Di Vita mette le mani avanti. «Non dipende dal presidente del consiglio – dice – è la giunta semmai, nonostante le mie numerose sollecitazioni verbali e scritte, a non avere mai voluto rispondere, soprattutto a quelle interrogazioni che prevedono una risposta scritta. Molte diventano inattuali perché superate dai fatti».

Nella querelle interviene pure Salvatore Leggio, coordinatore del gruppo Pescia è di tutti, sottolineando come «in un contesto autenticamente democratico, il confronto è sempre presente, talvolta anche acceso, ma sempre orientato in modo costruttivo al miglioramento dell’azione amministrativa. Ciò non mette in alcun modo in discussione la nostra lealtà né il sostegno al progetto sul quale abbiamo ottenuto il consenso dei cittadini, né all’Amministrazione che ne è espressione; al contrario, deve essere considerato come il punto di partenza per un cambiamento reale ed efficace». La volontà è quella di stemperare gli animi, ma su un punto anche Salvatore Leggio rimane fermo: «Se un gruppo o più gruppi consiliari mandano legittimamente interrogazioni e mozioni, ma poi autonomamente decidono quali portare avanti, diventa un caos assolutamente irrispettoso del consesso che rappresentano. Maurizio Di vita ha inteso la sua gestione ormai da tre anni come il circolo della bocciofila».

Intanto dal sindaco Franchi, in serata giunge una replica: «L’organizzazione dei lavori del consiglio comunale è di competenza del presidente del consiglio comunale e della conferenza dei capigruppo. Da parte mia favorirò un’organizzazione dei lavori che sia orientata alla programmazione e all’esame degli atti secondo un criterio predefinito e cronologico, anche perché sono molti gli atti che dovremo esaminare nei prossimi mesi e l’irrinunciabile rispetto delle prerogative delle minoranze non può certo andare a scapito dell’esame di alcuni importanti atti che andranno all’esame del consiglio su proposta della giunta».

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