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Piscina di Montecatini, il gestore esce di scena. E ora spuntano tre investitori

di Luca Signorini
Piscina di Montecatini, il gestore esce di scena. E ora spuntano tre investitori

L’annuncio del Comune in una risposta a Sartoni (FdI)

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Montecatini Girano veloci le lancette da qui al 26 gennaio: quel giorno indica la scadenza naturale dell’attuale concessione per la gestione della piscina comunale, tra i dossier più complicati a Montecatini che impegna da anni a questa parte - con successi altalenanti, probabilmente maggiori sconfitte - tutte le amministrazioni che si sono succedute in viale Verdi. Dunque il Centro Nuoto Montecatini esce di scena dopo oltre quarant’anni: non è un addio in amicizia viste le ultime vicende, ossia la chiusura della parte al coperto dell’impianto che prosegue dall’agosto del 2024, dopo il blocco dell’attività per ragioni di sicurezza e i successivi lavori tampone.

Adesso si apre tutta un’altra partita e l’attuale giunta ha la patata bollente in mano: ripartire con il piede giusto fa tutta la differenza del mondo. E intanto viene fuori che sarebbero tre gli investitori interessati alla struttura di via Cimabue, persuasi a valutare di firmare con il Comune un partenariato pubblico-privato per gestirla e anche (e soprattutto) ristrutturarla mettendoci i capitali che servono, si parla di cifre rilevantissime (6-7 milioni di euro) per una piscina ex novo.

L’annuncio della maggioranza arriva in risposta a una interrogazione presentata dal consigliere di opposizione Alessandro Sartoni (Fratelli d’Italia), dove le tre società che si sarebbero fatte avanti vengono definite «credibili», anche se i loro nomi restano top secret. «Il Comune però non ha ricevuto alcuna manifestazione di interesse ma starebbe aspettando un primo progetto di riqualificazione che non sarebbe pervenuto in municipio», evidenzia Sartoni nel documento.

Secondo l’esponente di minoranza l’amministrazione fa difetto di trasparenza. «Nella eventuale assenza di atti amministrativi, attraverso quale procedura di pubblica evidenza preventivamente approvata il Comune abbia avviato interlocuzione con tre distinti soggetti e a quale titolo e con quale diritto abbia eventualmente trasmesso documentazione riguardante la piscina comunale a questi soggetti. E infine in quale modo trasparente e legittimo li abbia individuati e coinvolti in strategie future sulla gestione di un servizio pubblico in pendenza di una concessione in corso», afferma.

Si capisce che la vicenda è delicatissima e si trova ora a un punto di svolta. Lo scenario che si apre è comunque un prolungamento della chiusura al pubblico più che probabile, perlomeno durante le fasi del procedimento che nelle intenzioni culminerà con l’avvio del partenariato insieme al privato e il nuovo corso. I tempi sono incerti (nel corso di quest’anno dovrebbe avvenire la progettazione per i lavori di ristrutturazione, come è emerso settimane fa).

Poi ci sarà da risolvere il contenzioso pendente da tempo con il Centro Nuoto, aule di Tribunale sullo sfondo, che da qualche anno e negli ultimi mesi ragiona con il municipio solo a colpi di mail pec e di lettere degli avvocati. Ma il rapporto dovrà risolversi in qualche modo, soldi permettendo. La piscina di via Cimabue è una partita caldissima da giocarsi nei prossimi tempi. l

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