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Lavoro

The Italian Sea Group, contratto di solidarietà attivo: «Rotazione su tutto il personale»

di Redazione Carrara

	La sede carrarese di Tisg
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La sede carrarese di Tisg

Sindacati preoccupati: «La ripartizione della cassa integrazione sia equa». Fiom e Cgil: «Blocco degli straordinari»

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CARRARA. È scattata ieri, 7 ottobre, l’applicazione del contratto di solidarietà – con l’attivazione della cassa integrazione straordinaria – per i dipendenti diretti di The Italian Sea Group, colosso nautico alle prese con una crisi dal mese di febbraio.

Le sigle

Per Fim-Cisl e Uilm «si apre ora la fase più importante: verificare che gli impegni concordati con l’azienda vengano applicati concretamente. Gli accordi prevedono precise garanzie per i lavoratori, tra cui: anticipo della cassa integrazione da parte dell’azienda, così che i dipendenti non debbano aspettare i tempi tecnici necessari per ricevere il trattamento. Attenzione alle conseguenze della riduzione dell’orario di lavoro, che comporterà inevitabilmente una riduzione della retribuzione».

Quanto alla rotazione del personale, «dal 1° novembre è prevista una prima programmazione. La solidarietà dovrà essere distribuita nel modo più equilibrato, equo e trasparente possibile, evitando che siano sempre gli stessi lavoratori a rimanere al lavoro o, al contrario, a subire periodi più lunghi di sospensione», sottolineano le due sigle sindacali.

Sul tema della rotazione e su altri elementi del contratto di solidarietà intervengono anche Nicola Del Vecchio, segretario generale Cgil Massa Carrara, e Umberto Faita, segretario provinciale Fiom Cgil.

«Come Fiom e Cgil Massa Carrara – spiegano – esprimiamo preoccupazione in merito all’applicazione del contratto di solidarietà e all’impatto economico e professionale che questo strumento rischia di scaricare sui lavoratori. Non possiamo accettare che la solidarietà ricada solo ed esclusivamente su determinate figure professionali. Un'applicazione rigida e selettiva trasformerebbe un ammortizzatore sociale protettivo in una forma di licenziamento mascherato».

Per Fiom e Cgil restano tre punti fermi. Il primo è la «rotazione reale e trasparente. La solidarietà deve distribuire i carichi di lavoro in modo equo sul personale. Salvaguardare il salario significa anche tutelare la professionalità di tutti, senza creare lavoratori di serie A e lavoratori marginalizzati». Inoltre, lo «stop al lavoro straordinario. È inaccettabile che, in presenza di un ammortizzatore sociale che riduce orario e stipendio alle persone, si ricorra contemporaneamente al lavoro straordinario. Chiediamo il blocco immediato di ogni prestazione straordinaria».

Infine, Cgil e Fiom chiedono «il supporto diretto alle Rsu. Data la delicatezza della situazione, è indispensabile che le Rsu siano affiancate e assistite dalle segreterie territoriali per monitorare in modo puntuale e preciso le modalità operative e l' andamento della solidarietà all'interno del cantiere. Il quadro generale della vertenza resta drammatico. Quello che ci preoccupa ulteriormente è il costo umano ed occupazionale già pagato dall’inizio della vertenza: più di 150 contratti interrotti, a cui si sommano gli oltre 50 lavoratori della Cmr direttamente ascrivibili al cantiere».

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