Il Tirreno

Animali e sicurezza

Pontremoli, cinghiale sbranato dai lupi: la carcassa trovata vicina alle case all'inizio della via Francigena

di Riccardo Sordi

	Alcuni cinghiali (foto d'archivio)
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Alcuni cinghiali (foto d'archivio)

È successo nella frazione di Groppodalosio. Timori dei residenti che chiedono un monitoraggio

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PONTREMOLI. La rabbia e la preoccupazione corrono sui social, ma affondano le radici in una realtà sempre più problematica per gli abitanti della Valdantena, con le varie frazioni che si affacciano lungo la strada che porta al Passo del Cirone. Infatti la quiete di Groppodalosio, frazione pontremolese, ieri mattina è stata scossa dal ritrovamento dei resti di un cinghiale, la cui carcassa sembrerebbe sbranata dai lupi, a pochi metri da un’abitazione privata. Lo «scempio» – così lo definiscono i residenti – è avvenuto all’inizio del tratto della via Francigena che congiunge Groppodalosio a Previdè. Una zona che non è solo una vetrina turistica per i numerosi pellegrini, ma anche il cuore pulsante della vita quotidiana locale, dove gli abitanti possiedono e coltivano terre, vigneti e uliveti.

«La situazione si sta facendo preoccupante», si sfoga un cittadino sui canali social, interpretando il sentimento di un’intera comunità che si sente sempre più vulnerabile di fronte a incursioni così vicine.

La preoccupazione non riguarda più solo i danni alla fauna selvatica, ma la sicurezza dei residenti e dei loro animali d’affezione. C’è il timore concreto che, dopo la fauna selvatica, i prossimi bersagli possano essere i cani da guardia, i gatti o, nello scenario peggiore, le persone che frequentano i sentieri. Il punto in cui è avvenuta la predazione solleva un ulteriore interrogativo legato alla sicurezza turistica: il sentiero tra Groppodalosio e Previdè è una delle tratte storiche della Francigena, percorsa da camminatori di ogni nazionalità, spesso solitari.

La presenza di carcasse fresche a ridosso del percorso segnala un’attività intensa dei predatori, un elemento che – secondo i residenti – richiede un monitoraggio urgente da parte delle autorità competenti, dei carabinieri forestali e degli enti di gestione del territorio. Al momento non si registrano attacchi diretti alle persone, e gli esperti ricordano che il lupo tende a evitare l’uomo. Tuttavia, la confidenza dimostrata dai branchi nello spingersi a ridosso dei centri abitati sta superando la soglia di tolleranza di chi questi territori li vive.


 

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