Il Tirreno

Toscana

L'intervista

Frutta e verdura sempre più care, Luisanna Messeri: «Ecco come mangiare in modo sano ed economico»

di Rita Lazzaro

	Luisanna Messeri
Luisanna Messeri

I consigli della cuoca: «Bisogna tornare a guardare l’origine, la stagionalità, la filiera»

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«Mangiare in modo sano ed economico è possibile, basta tornare a cucinare per davvero! La nostra vecchia dieta mediterranea ha già le risposte: legumi, verdure, cereali, uova (meglio se tutto bio), l’olio buono, il pane, un po’ di carne e un bicchiere di vino. Basta poco per essere felici! È una dieta, uno stile di vita che, purtroppo, proprio noi italiani stiamo perdendo seguendo nuove mode. Ma il segreto più grande è non sprecare, è lì che si risparmia». Con queste parole la celebre cuoca fiorentina Luisanna Messeri, autrice e interprete di programmi di cucina, nonché di libri di ricette, ci spiega come si possa mangiare in modo economico senza però rinunciare alla qualità. Un tema sempre più spinoso che affrontiamo con uno dei volti più popolari della televisione e della cucina italiana.

Luisanna, in che modo è cambiato il rapporto qualità-prezzo?

«È cambiato molto, e non sempre in meglio. Oggi spesso si paga l’immagine più della sostanza: packaging, marketing, etichette “furbe”. Però esiste ancora tanta qualità vera, soprattutto nei piccoli produttori del nostro territorio. Bisogna tornare a guardare l’origine, la stagionalità, la filiera. E anche fidarsi un po’ meno della pubblicità e più del proprio gusto! La qualità non fa rumore, ma fa la differenza».

Qual è la sua posizione sui prodotti di stagione, sempre per quanto concerne il rapporto qualità-prezzo?

«I prodotti di stagione sono la risposta a tutto: costano meno e sono più buoni. La natura è già perfetta da sé: se la seguiamo, risparmiamo e mangiamo meglio. È una regola semplice ma rivoluzionaria. I prodotti di stagione sono più buoni e saporiti. Ad esempio, i pomodori a gennaio sono tristi, cattivi e pure cari».

Quali sono i prodotti di qualità più penalizzati dal prezzo?

«I più penalizzati sono quelli fatti bene, sostenibili, prodotti dagli artigiani e dai contadini con le loro mani: l’olio extravergine vero, la carne o i formaggi artigianali realizzati col latte degli animali allevati nel rispetto del loro benessere. Noi consumatori dobbiamo capire la differenza: costano di più perché valgono di più, sono più buoni e sanno di qualcosa! ».

In che modo si può risolvere la situazione?

«Consumando meglio, non di più. Meglio poco, ma buono! E poi bisogna accorciare la filiera: meno intermediari tra chi compra e chi produce».

Quali prodotti valorizza nel diffondere l’idea di una cucina economica?

«Io sono della scuola secondo cui in cucina con poco si fa tanto: legumi (come fagioli e ceci), verdure, uova, pane. La cucina toscana si basa proprio su questi ingredienti: economici, ma straordinari. La nostra è una cucina sostenibile, intelligente e ricca di gusto. Il pane vecchio, per esempio, è un vero tesoro: pensiamo alla panzanella, alla pappa al pomodoro o alla ribollita. Per noi il pane secco non è un avanzo, ma un nuovo inizio!».

A proposito di cucina toscana, viene ancora garantito un buon rapporto tra qualità e prezzo?

«La cucina toscana nasce proprio come cucina del recupero e del risparmio intelligente, motivo per cui ha tutte le carte in regola per adattarsi perfettamente anche ai giorni nostri. Il rischio attuale è che diventi una mera “tradizione da ristorante”, da vetrina, perdendo così il legame con la casa, la semplicità, la quotidianità. Per difenderla è necessario riportarla alla sua essenza: ingredienti locali e stagionali. La nostra è una cucina sana, varia, eseguita con criterio. Per questo motivo va fatta assaggiare ai giovani e a chi, per sciatteria e mode, si è dimenticato come si cucina, per davvero, in Toscana».

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