Il Tirreno

Il caso

Massa, il lago della Fiora diventa Alhoa: è polemica – «No al cambio degli antichi nomi, va protetta l’identità»

di Redazione Massa

	La nuova denominazione della struttura
La nuova denominazione della struttura

Italia Nostra, sezione Massa-Montignoso, torna a puntare l’attenzione sulla tutela degli antichi toponimi del territorio: «Bisogna proteggerli per poi trasmettere alle future generazioni la storia e l’identità di un popolo»

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MASSA. Italia Nostra, sezione Massa-Montignoso, torna a puntare l’attenzione sulla tutela degli antichi toponimi del territorio e lo fa partendo dal Lago della Fiora, ex Tornabuoni, che dopo l’acquisto da parte di una proprietà che, secondo l’associazione, «sembrerebbe cinese», avrebbe assunto il nome di Lago di Alhoa.

La lettera

In una lettera indirizzata al sindaco, Italia Nostra denuncia la scomparsa dei nomi storici di strade e località. Per l’associazione non si tratta di semplici denominazioni, ma di elementi che conservano la memoria della lingua antica delle popolazioni, raccontano eventi del passato e restituiscono le caratteristiche ambientali e culturali di un territorio. «Bisogna proteggerli - sostiene Italia Nostra - per poi trasmettere alle future generazioni la storia e l’identità di un popolo».

I casi segnalati

La sezione ricorda di avere già segnalato alla commissione toponomastica diversi casi. Tra questi la storica "strada di Baccio", oggi via Teresa Pamphili, nel tratto tra via Alberica e via Girolamo Guidoni.Un altro esempio è l’antica "via del Paradiso", conosciuta anche come pedemontana o "del porco". Secondo la ricostruzione riportata dall’associazione, il nome sarebbe legato a un episodio curioso: un norcino avrebbe bloccato la strada a una duchessa che, ricordando il fatto, avrebbe poi indicato quel percorso come «la via dove c’era quel porco». Nel dopoguerra la strada venne dedicata a Mario Bigini, noto antifascista morto dopo avere subito diverse bastonature.Nell’elenco figura anche "via Ponte Moro", oggi via Luigi Staffetti. L’associazione collega il nome a un antico ponte, sotto il quale passava il canale di Renara, proveniente dalla sorgente di Cirimea e poi collegato al canale della Bocchetta in via Cairoli.Italia Nostra richiama le memorie di Gaspare Iacopetti sulle alluvioni del 1571, quando i canali Renara e Bocchetta provocarono per due volte l’allagamento della città e del quartiere di Turano, arrivando a coprire i primi piani delle case. Nello stesso anno il canale venne regimato e convogliato nelle Grondini.Tra i casi segnalati c’è poi la scomparsa del toponimo "Cinquale" dalla denominazione dell’aeroporto, oggi "Aeroporto dei Marmi". Per Italia Nostra anche questa modifica comporta la perdita di un riferimento storico. L’associazione ricorda infatti che Cinquale sarebbe legato all’antica centuriazione romana: "Cinquaria" sarebbe stata la quinta via della centuriazione o, comunque, uno dei cardini viari.Ora l’attenzione si concentra sul Lago della Fiora.

L’ultima segnalazione

Italia Nostra contesta il nuovo nome "Lago di Alhoa" e considera il cambiamento un ulteriore esempio di una tendenza che, a suo giudizio, rischia di cancellare progressivamente la memoria dei luoghi. Da qui la nuova protesta rivolta all’amministrazione comunale. «Italia Nostra intende protestare ancora una volta, e non sarà l’ultima», afferma la sezione Massa-Montignoso, chiedendo di interrompere quello che definisce un «pericoloso andazzo». La prima richiesta è di riattivare la commissione toponomastica e farla lavorare alla difesa e alla protezione della storia locale.Per l’associazione, conservare i nomi antichi significa preservare la memoria collettiva e impedire che, insieme alle denominazioni, scompaiano le tracce della storia e dell’identità del territorio.

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