«Scusi, abbiamo del materiale da smaltire». Ma dentro c'è un ordigno: al centro di raccolta scatta l'allarme
Ha dell’incredibile l’episodio accaduto in Lunigiana: si attende l'intervento degli artificieri
MULAZZO. Ha dell’incredibile l’episodio accaduto ieri (sabato 1 agosto) a Boceda, al Centro di raccolta dei rifiuti ingombranti. Una coppia si presenta alla Ricicleria, che è gestita dalla società pubblica Lunigiana Ambiente. E tra barattoli di tinta vuoti e immondizia variegata ha un ordigno. Un residuato bellico. L’operatore suona l’allarme. Arrivano i carabinieri. Viene tutto transennato.
Per oggi o al più tardi per domani è atteso l’intervento del personale esperto dell’Arma o dell’Esercito italiano. Gli artificieri. Ma oltreché stupire, la vicenda ha un velo di mistero.
«Abbiamo dei rifiuti»
Sono le 10, 30 di ieri quando entra un’automobile al Centro di raccolta di Boceda, che serve le famiglie (le utenze domestiche) di 14 comuni lunigianesi e che è aperto anche di sabato mattina fino alle 14. L’operatore di turno è sempre pronto ad aiutare la cittadinanza nel differenziare correttamente i rifiuti. Adesso ha a che fare con una giovane coppia di lunigianesi. Lui scende: «Abbiamo del materiale da smaltire», dice. Apre la portiera e tira giù una specie di scatola in legno impallacciato. Ci sono recipienti vuoti per pittura, un vecchio barattolo in latta che forse conteneva caffè. E c’è qualcosa d’altro. «Quello mi sembrerebbe un ordigno. .» , prova a dire l’addetto, che dovrebbe essere rimasto stupefatto.
Grande movimento
È la tarda mattinata e la notizia supera i confini della Ricicleria e si diffonde: qualcuno a Boceda ha tentato di “conferire”, un ordigno. «Abbiamo allertato i carabinieri – informa Lionello Seremedi, responsabile di area del Centro rifiuti – Adesso il Centro è chiuso al pubblico ed è tutto transennato. La sicurezza è garantita. Il residuato bellico non è stato mosso», laddove è entrato nella Ricicletia, è rimasto.
Da dove arriva?
Secondo quanto si apprende, la giovane coppia – residente in loco – sarebbe stata sentita dai carabinieri. E avrebbe riferito di aver trovato l’ordigno «in un casolare abbandonato» «in un terreno», «dalle parti di Mulazzo». Non è chiaro se si sia resa conto del rischio che ha corso, della pericolosità del comportamento che ha tenuto. Nel caso in cui ci si imbatti in un residuato bellico – bombe, granate, mortai.. – occorre immediatamente allertare le forze dell’ordine che, a loro volta, richiedono l’intervento di personale esperto, spesso scendono in campo gli artificieri dell’Esercito italiano ma anche l’Arma dei carabinieri dispone di nuclei specializzati per “bonificare” un ordigno della Prima o della Seconda guerra mondiale.
Non bisogna toccarlo, non bisogna muoverlo. Solo gli esperti possono sapere se è mai esploso: e di solito viene fatto brillare non prima di aver messo in campo imponenti misure di sicurezza; il 1° marzo 2015 fu fatto evacuare l’intero quartiere di Avenza di Carrara – 17mila residenti – per disinnescare una bomba americana di aereo, risalente alla Seconda Guerra mondiale, trovata vicino alla stazione ferroviaria.
E adesso
Si attende dunque l’arrivo degli artificieri per la giornata di oggi o di domani. Da Firenze, ovvero dall’Arma dei carabinieri, o da Padova, le unità specializzate dell’Esercito italiano. Vedremo chi si farà carico dell’operazione. Intanto, gli artificieri potrebbero voler controllare se, laddove è stato trovato l’ordigno, ce ne siano anche altri: in tal caso la giovane coppia lunigianese dovrà fornire dettagli circostanziati (se già non l’ha fatto) sul quel ritrovamento.
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