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Massa, ferita da un ombrellone finisce al pronto soccorso: 57enne di Prato ottiene il risarcimento

di Pietro Barghigiani
Massa, ferita da un ombrellone finisce al pronto soccorso: 57enne di Prato ottiene il risarcimento

Il fatto nell'agosto 2022 a Marina. La donna stava prendendo il sole quando un colpo di vento fece volare il parasole che le cadde addosso

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MASSA. Sdraiata nelle prime file per godersi un pomeriggio di sole, la signora in vacanza diventò l’obiettivo di un ombrellone trasformato da una folata di vento in un mini missile “terra-terra”. Partito dalla sabbia, finì sul viso della donna, l’inconsapevole bersaglio con vista mare.

Era il pomeriggio del 17 agosto 2022 quando la cliente del bagno, un’imprenditrice 57enne di Prato, fu costretta a passare dalla spiaggia al pronto soccorso per le lesioni al volto che la tennero fuori uso per alcuni giorni. Un incidente che è diventato una causa per risarcimento danni contro lo stabilimento balneare nel momento in cui le parti non si sono accordate per una definizione bonaria della vicenda.

Il giudice del Tribunale di Massa Furio Cioffi ha rilevato la responsabilità del gestore nella custodia degli ombrelloni (solo tre vennero divelti dal vento, ndr) negando il fatto fortuito sostenuto dalla controparte come evento eccezionale.

Il conto finale è di 23mila euro, comprese le spese legali. Un terzo di quanto pretendeva l’imprenditrice. Secondo il Tribunale il gestore del lido, che custodisce gli ombrelloni e ne trae profitto, «deve garantire l’apprestamento delle condizioni minime di sicurezza, consistenti nella buona manutenzione dell’ombrellone, nella corretta infissione di esso nella sabbia e nella presenza di personale addetto a controllare la persistenza delle condizioni di sicurezza per tutta la durata dell’apertura del lido, intervenendo in caso di necessità per garantire la sicurezza dei presenti». Requisiti che nel corso dell’istruttoria il giudice non ha ravvisato in capo allo stabilimento balneare.

«Non è documentata nel giorno del fatto (a differenza del giorno dopo, ove la stessa convenuta dichiara essersi verificata una tromba d’aria) la verificazione di alcun evento meteorologico di particolare intensità - si legge nella sentenza –, sicché ciò che si evince dagli atti e dalle testimonianze assunte, comprese le osservazioni dell’investigatore privato dell’assicurazione, è un colpo di vento».

E ancora: «Non si verte pertanto nell’ipotesi di un caso fortuito, ma la circostanza va ricostruita come la sinergia tra l’assenza – o la dichiarata inerzia – del personale di spiaggia necessario per garantire la sicurezza degli ombrelloni nel caso di un colpo di vento, e la non perfetta infissione di tutti gli ombrelloni al suolo».

Nessuna causa di forza maggiore che non poteva essere impedita o evitata dal gestore. L’ombrellone non era stato piantato bene nella sabbia ed è bastato un colpo di vento ordinario che ci può anche stare e la bagnante ne ha fatto le spese. Da risarcire con 23mila euro.

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