Carrara, Lidl pronto a sbarcare in città: la location individuata e il progetto
L’assessore Lorenzini: «Occorre una variante urbanistica». E il colosso tedesco non sarebbe l’unica catena di market ad avere progetti
CARRARA. Potrebbe non essere più costretto a recarsi a Massa chi ha l’abitudine di approfittare delle offerte del Lidl, marchio tedesco del carrello della spesa. C’è anche Carrara, infatti, tra le posizioni individuate da un Piano di aperture di punti vendita – in tutta Italia – definito dalla catena di distribuzione internazionale, che ha radici in Germania, e che opera nel segmento del discount di qualità. Lidl intende realizzare tale Piano industriale nei prossimi tre anni: a ritmo sprint. Parliamo, insomma, della possibilità che (anche) a Carrara apra un supermercato con l’insegna Lidl. Non si tratta di voci spifferate: c’è un progetto per il realizzando punto vendita carrarese a cui professionisti lavorano da tempo. Tant’è che Lidl ha già individuato il luogo ideale: lungo l’Aurelia, sulla strada per Nazzano-versante Carrara, laddove un tempo sorgeva una segheria. Perché il progetto vada in porto non dipende solo da Lidl, e per ora l’Amministrazione comunale della sindaca Serena Arrighi parrebbe accogliere l’ipotesi senza brividi entusiastici: «Occorre – commenta l’assessore Moreno Lorenzini – una variante urbanistica al Piano operativo comunale (Poc)» , cioè lo strumento di pianificazione del territorio che un tempo si chiamava Regolamento urbanistico, che – sulla base dei principi (cosa si può fare-dove) individuati dalla cornice del Piano strutturale – stabilisce operativamente, come “le cose devono essere fatte”.
Le voci e la conferma
In città ci sono i brand della Grande distribuzione organizzata (Gdo) Esselunga e Coop, Conad e Carrefour, i negozi dei canali low cost Ecu e in’S, ma un supermercato Lidl entro i confini del comune di Carrara non c’è mai stato. Ebbene, alcune settimane fa si diffonde il rumor che ha messo gli occhi sulla Capitale dei marmi il colosso tedesco della spesa conveniente, che aveva aperto il suo primo punto vendita – nel formato moderno del discount – a Ludwigshafen, in Germania, nel 1973, e che venti anni dopo, agli inizi degli Anni Novanta, approdò in Italia inaugurando un market ad Arzignano, nel Vicentino: era il 1992. Il Tirreno è andato dunque alla fonte e ha chiesto se le voci fossero vere: Lidl conferma che il gruppo ha un Piano industriale triennale che vale 15 miliardi di euro e che prevede 150 nuovi negozi in tutta Italia, Carrara inclusa.
Dove?
Siamo alla rotatoria di Turigliano e andiamo in direzione Massa, verso Nazzano; superato il discount In’s, e un distributore di benzina (entrambi sulla destra), la Strada statale incrocia via Carriona: qui, lato monti, c’era una segheria ed è qui che Lidl potrebbe – vorrebbe – aprire un negozio da circa 1. 500 metri quadrati di superficie di vendita, cioè un supermercato “vero”, con lo status di Grande distribuzione organizzata.
L’ostacolo
Non resta che tastare il polso all’Amministrazione comunale: dagli uffici di Piazza II giugno viene precisato che «la destinazione di quell’area è artigianale». In effetti la previsione urbanistica (ovvero ciò che lì è previsto si possa fare) non esclude l’attività commerciale ma essa deve avere una superficie di vendita che non superi 300 metri quadrati, si parla quindi di botteghe di quartiere, negozi di prossimità. «Al momento è fantasia – risponde sollecitato dal Tirreno l’assessore all’urbanistica Lorenzini – Servirebbe una “variante”. Sono del resto pochissimi gli spazi che il Piano operativo comunale, messo a punto dalla giunta guidata dal Movimento Cinque Stelle, ha destinato alla Grande distribuzione organizzata». Lo sa bene Lidl che occorre una “variante”, tant’è che a quell’ipotesi ha già lavorato e sta lavorando.
Il retroscena
Lo “slancio” della giunta verso il futuribile progetto Lidl è dunque contenuto. Da dire c’è che sugli spazi riservati-stando al Poc o da riservare alla Grande distribuzione organizzata ricorrendo, just in case, a una variante urbanistica al Piano, occorrerà comunque, probabilmente, in futuro “mettere la testa”: si vocifera infatti che ci sarebbe almeno un’altra insegna del carrello della spesa che sarebbe pronta a calare l’asso delle proprie richieste sulle scrivanie di Piazza II giugno.
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