Massa Carrara, nautica e marmo al top per i fatturati: ecco le aziende più ricche della provincia
Oltre 2 miliardi di euro concentrati in pochi grandi gruppi che hanno sede nell’area costiera
MASSA. Cantieristica, marmo e industria pesante disegnano l’identità economica di Massa-Carrara. È questa la lettura che emerge dalla classifica delle 30 aziende con il fatturato più alto nel 2024, dove pochi grandi gruppi industriali e commerciali concentrano oltre 2,09 miliardi di euro di ricavi. Una fotografia che emerge dalla classifica delle 30 imprese di Massa-Carrara con i ricavi più elevati, elaborata sui dati di registroaziende.it.
In pratica, è una concentrazione che racconta dove si produce la parte più consistente della ricchezza locale e come stanno cambiando gli equilibri tra settori e territori.
Il contesto generale aiuta a inquadrare questi numeri. In provincia di Massa-Carrara sono presenti 25.071 aziende, di cui 4.619 società di capitali, con un fatturato complessivo pari a 6.358.636.477 euro. Un volume di affari che però si concentra quasi tutto nelle città della costa.
Perché se a livello comunale Massa conta 9.274 imprese ( di cui 1.875 società di capitali) con 2.537.951.239 euro di fatturato, è Carrara, con 8.889 aziende, ad avere un volume d’affari più elevato, pari a 3.051.452.112 euro. In altre parole, i due capoluoghi “pesano” l’88% rispetto al fatturato provinciale.
Chi sale e chi scende
La classifica evidenzia una struttura fortemente polarizzata già dalle prime posizioni. The Italian Sea Group, con sede a Carrara, si conferma la prima realtà economica del territorio con 406,36 milioni di euro di fatturato, ma anche come principale motore di redditività, grazie a 32,31 milioni di euro di utili, nonostante una flessione rispetto al 2023.
Alle spalle di The Italian Sea Group si colloca la massese Media Steel Srl, che nel 2024 raggiunge 357,07 milioni di euro di ricavi, ma soprattutto si distingue per una fortissima crescita degli utili rispetto all’anno precedente, uno degli incrementi percentuali più elevati dell’intera classifica. Terza per fatturato è Aero Service Technologies Italy Srl, con 179,57 milioni di euro, che affianca a volumi rilevanti utili positivi e in crescita. Scorrendo la graduatoria emergono dinamiche differenti. Fhp Terminal Carrara Spa mostra una buona capacità di trasformare il fatturato in utili, così come Sa.Ge.Van. Marmi Srl e Franchi Umberto Marmi Spa, che nel comparto lapideo mantengono risultati economici positivi pur in un contesto di mercato complesso.
Al contrario, alcune aziende registrano utili in calo rispetto al 2023, come la Cooperativa fra Cavatori di Gioia o Tirrena Srl, segnalando margini più compressi nonostante volumi d’affari ancora significativi. Non trascurabili poi i volumi delle aziende legate al commercio delle automobili, come Brotini Spa (105 milioni di euro di fatturato) o Rossi Leauto (circa 50 milioni).
Marmo e industria
Dal punto di vista settoriale la classifica conferma il tradizionale peso del settore lapideo, che al di là delle 30 aziende prese in considerazione continua a esprimere realtà capaci di generare fatturati e soprattutto utili rilevanti. Ma accanto al marmo emerge con forza il ruolo dell’industria manifatturiera e della logistica. In primo luogo il settore della nautica e della cantieristica, seguita dai servizi industriali così come del commercio all’ingrosso.
Settori diversi, ma accomunati da una forte esposizione ai mercati esterni e quindi dalla presenza di un’infrastruttura come il porto di Marina di Carrara. Il porto emerge così non solo come infrastruttura strategica, ma come elemento strutturale dell’economia provinciale.
La distribuzione
Non è forse quindi un caso che dal punto di vista territoriale la classifica veda una prevalenza di aziende di Carrara (14), con la città del marmo che concentra la maggior parte delle aziende ai vertici per fatturato e utili. Massa segue (11), con una presenza significativa ma più frammentata, mentre la Lunigiana risulta poco rappresentata tra le prime trenta imprese.
Una distribuzione che conferma i due capoluoghi come il baricentro dei grandi gruppi industriali e produttivi della provincia, evidenziando pur con qualche eccezione la difficoltà delle aree più interne a esprimere aziende capaci di competere sui grandi volumi. Basta guardare il dato complessivo della provincia.
Se a Massa-Carrara nel 2024 risultavano 25.071 aziende con un fatturato complessivo pari a 6.358.636.477 euro, il 48 per cento di esso è concentrato a Carrara, il 40 per cento invece a Massa. Cifre che restituiscono l’immagine di un’economia solida ma fortemente concentrata, trainata da pochi grandi gruppi e da settori storici. Una struttura che pone il tema della diversificazione e dello sviluppo delle aree interne come una delle sfide principali per il futuro del territorio.
