Lavoro
Bagni di Lucca, chiude dopo 120 anni lo storico bar Roma: locale messo in vendita
La famiglia Tomei, che lo gestisce da oltre un secolo, ha deciso di lasciare. Il proprietario: «Per la gestione manca il ricambio generazionale». Per intere generazioni è stato un punto di riferimento
BAGNI DI LUCCA. È la fine di un’epoca alla Villa la chiusura dello storico Bar Roma. È stato un colpo al cuore per tutti la comparsa del cartello “Vendesi” apparso la mattina del primo ottobre sulla porta chiusa (porta originale storica in massiccio legno e vetro) del bar Roma nel centro del capoluogo. Sono cessati il lavoro e la presenza di cinque generazioni della famiglia Tomei, che ha gestito il locale a partire dai primi anni del Novecento, oltre 120 anni vissuti al centro della comunità.
Il cartello ha suscitato subito stupore, interrogativi, ma soprattutto tristezza e tanta nostalgia. In particolare per le persone meno giovani è stato un vero dispiacere. Tutti gli abitanti di Bagni di Lucca hanno ricordi nel bar Roma, di cui oggi è proprietario Renato Tomei, figlio di Guido e di Laura Bini, praticamente cresciuto dentro il locale insieme al fratello Livio. È luci che spiega i motivi della decisione.
La decisione
«Sono arrivato a chiudere e a decidere di mettere in vendita l’attività con grande dispiacere – dice – Si avvicina per me l’età della pensione, gestisco un altro negozio (la gioielleria sempre in via Umberto I, poco lontano dal bar, dall’altra parte della strada) che assorbe molto tempo nella mia giornata. Per mandare avanti anche la gestione del bar manca il ricambio generazionale. I miei due figli maggiori sono interessati da altre attività. Desidero ringraziare e salutare tutti i clienti e le persone che mi hanno supportato in questi anni di lavoro. Sono loro che mi hanno fatto vivere un rapporto quotidiano coinvolgente, un contatto personale anche nelle vicende del paese. Il bar non solo mi è stato sempre a cuore, ma mi ha permesso di stare a contatto con le persone e di essere dentro le vicende della comunità. Mi auguro che qualcun altro possa vivere ora la mia esperienza».
Non si contano le persone che negli anni hanno vissuto il bar Roma come punto di incontro non solo per fare colazione o mangiare un gelato, ma per condividere il tempo con conoscenti e amici, trascorrere pomeriggi e serate in spensieratezza e allegria quando l’avvento dei social e dei telefonini era inimmaginabile. Nel locale è nata una delle prime ricevitorie del Totocalcio. Al bar Roma i giovani si davano appuntamento, lì sono nati tanti amori, progetti, nei tempi in cui i giovani avevano meno possibilità di spostarsi. Lì trascorrevano lunghe ore davanti al jukebox, a giocare a biliardo, a carte, a flipper. Il locale ha fatto parte della storia di Bagni di Lucca, è stato vissuto dalle famiglie. Un punto di riferimento. Il bar si trova nel centro del capoluogo e fa angolo nella piazza in cui da sempre, due volte per settimana si tiene il mercato. Un punto strategico.
Che storia
Fu Guido Tomei a rilevare il locale che era appartenuto alla famiglia Marchi, ai primi del secolo scorso. Proseguì la gestione il figlio Livio, poi il nipote Guido (padre di Renato e Livio) insieme alla moglie Laura Bini. Dopo la gestione di Guido, sono stati i due fratelli Livio e Renato a condurre l’attività. La gestione è passata poi a Renato Tomei, e negli ultimi due anni fino alla chiusura ai figli Federico e Laura. Il fratello maggiore di Renato, Livio, era già uscito da anni dalla gestione del bar. Viveva a Viareggio ed è morto prematuramente nel 2024. Nel corso del tempo ci sono state anche due gestioni esterne che sono andate avanti per alcuni anni, quella di Marco Marchi e di Lorenzo Pacini. Quella dei Tomei è una delle famiglie più antiche, conosciute, e apprezzate di Bagni di Lucca.
È stata per decenni punto di riferimento, non solo per la gestione del bar. Anche a livello personale ha svolto un grande servizio per la comunità. L’augurio che ora tutti gli abitanti, non solo della Villa ma dell’intero territorio, si fanno è che il bar Roma possa quanto prima tornare a vivere. Nel corso degli ultimi anni sono tante le attività che hanno tirato giù la saracinesca nella centrale via Umberto I, dove si trova anche il palazzo comunale. Strada un tempo viavai continuo di persone. Il grande flusso di residenti che sono però arrivate anche negli ultimi mesi e il numero delle abitazioni vendute a persone giunte da Paesi stranieri fa ben sperare per un rilancio.
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