Lucca, si lasciano ma lei resta in casa dell’ex: dovrà risarcirlo
La Corte d’appello la condanna a pagare oltre 22mila euro per l’occupazione senza titolo dell’immobile
LUCCA. Si erano lasciati, ma lei era rimasta nella casa di lui. E quando il proprietario le aveva chiesto di andarsene, aveva continuato ad abitarci con le figlie. Ora dovrà risarcire l’ex compagno: la Corte d’appello di Firenze l’ha condannata a pagare 22.625,20 euro per l’occupazione senza titolo di un immobile di Antraccoli, oltre agli interessi dalla pubblicazione della sentenza e a metà delle spese processuali.
La storia comincia nel 2017, quando i due avviano una relazione a Portici. Nel 2019 lui si trasferisce a Lucca e consente alla compagna e alle sue due figlie di vivere nella casa di sua proprietà. Poi il rapporto finisce. A fine 2020 l’uomo le chiede formalmente di lasciare l’abitazione, ma la donna resta. Lui va a vivere altrove. Per riavere la casa si rivolge al tribunale, che nel 2023 esclude che la donna ne sia comproprietaria e ne ordina il rilascio. L’immobile torna nella sua disponibilità soltanto nell’autunno dello stesso anno.
Restava da stabilire il prezzo di quella permanenza. In primo grado il tribunale di Lucca aveva respinto la richiesta di risarcimento: la casa era stata considerata fatiscente e incapace di procurare al proprietario un concreto vantaggio economico. La Corte d’appello è arrivata alla conclusione opposta. L’abitazione aveva bisogno di lavori e alcune parti erano ancora un cantiere, ma era utilizzabile: la donna vi aveva vissuto con le figlie e, dopo il rilascio, l’uomo l’aveva affittata alla Misericordia.
I giudici hanno diviso il conto in due. Fino al febbraio 2022, quando l’uomo viveva ancora in Toscana, l’occupazione gli aveva impedito di abitare nella propria casa: 250 euro al mese, per 3.500 euro. Dopo il suo trasferimento in un’altra regione gli aveva impedito di ricavarne un affitto: 800 euro al mese per 21 mesi, pari a 16.800 euro. Rivalutazione e interessi maturati fino alla decisione portano il totale a 22.625,20 euro.
Alla donna era stato riconosciuto un credito di 10mila euro prestati all’ex, confermato in appello. Respinte invece la richiesta di lui per i costi delle volture delle utenze, non dimostrati, e quella per lite temeraria. Ma per la casa occupata, il conto è arrivato.
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