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Salute e pericoli

Lucca, sanitari aggrediti durante il turno di servizio: l’Asl garantisce la tutela legale


	Luca Cei, avvocato dell'Asl Toscana Nord Ovest
Luca Cei, avvocato dell'Asl Toscana Nord Ovest

Il servizio per tutta l'area Nord Ovest presentato dall'Azienda sanitaria

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Lucca L’Asl nord ovest rafforza la tutela legale dei propri dipendenti, con un’attenzione particolare agli operatori vittime di aggressioni durante il servizio. Con la delibera 952 del 9 settembre è stato infatti adottato il nuovo regolamento aziendale sul patrocinio legale, che aggiorna e amplia gli strumenti di assistenza messi a disposizione del personale.

Il provvedimento conferma innanzitutto la tutela per i dipendenti coinvolti in procedimenti civili, penali o amministrativo-contabili per fatti direttamente legati all’attività lavorativa e ai compiti d’ufficio. La novità principale è però l’introduzione del cosiddetto “patrocinio attivo”, previsto dai più recenti contratti collettivi nazionali della sanità e degli enti locali.

La misura interviene quando è il lavoratore a essere vittima, in particolare di un’aggressione fisica, da parte di terzi nello svolgimento delle proprie funzioni. In questi casi l’Asl, oltre a denunciare l’accaduto, mette a disposizione del dipendente che intende procedere penalmente un avvocato individuato attraverso un apposito elenco. L’assistenza è garantita in tutti i gradi di giudizio, ferma restando la possibilità per l’interessato di affidarsi a un legale di propria fiducia.

Il regolamento arriva in un momento di crescente attenzione verso gli episodi di violenza ai danni del personale sanitario. Per le lesioni procurate agli operatori è prevista anche la procedibilità d’ufficio: l’autorità giudiziaria può quindi intervenire senza attendere la querela dell’offeso.

«Il patrocinio attivo rappresenta un importante passo avanti – sottolinea Luca Cei, direttore del dipartimento Affari legali dell’Asl – perché consente al dipendente vittima di un’aggressione di contare sull’assistenza garantita dall’Azienda e di essere sostenuto nel percorso giudiziario. La violenza contro chi lavora nei servizi sanitari non può essere considerata parte del lavoro».

Il nuovo regolamento si aggiunge agli altri interventi messi in campo dall’Asl. In caso di minacce, offese o comportamenti violenti che non costituiscono reato vengono applicate le sanzioni amministrative introdotte dalla legge 113 del 2020. Per rendere operativo questo strumento è stato attivato un protocollo con il comando dei carabinieri per la Tutela della salute-Nas di Livorno. Nei casi più gravi l’Azienda può inoltre costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni oppure presentare direttamente querela.

«Nessun operatore deve sentirsi solo di fronte a un’aggressione o a un procedimento giudiziario legato alla propria attività – afferma la direttrice generale Maria Letizia Casani –. Difendere il personale significa riconoscere il valore del suo lavoro. La tutela dei professionisti è parte integrante della qualità e della sicurezza dei servizi offerti ai cittadini». l



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