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Tribunale

Lucca, la procura chiede il processo per i promotori del rave party

di Luca Tronchetti

	L’intervento della Squadra Volante della polizia nella notte del 18 gennaio scorso in via di Casanova a Balbano
L’intervento della Squadra Volante della polizia nella notte del 18 gennaio scorso in via di Casanova a Balbano

In quattro nei guai per il raduno non autorizzato a Balbano: gli indagati sono due ragazzi residenti a Capannori, un lucchese e uno di Buti

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LUCCA. La procura ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per il rave party avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 gennaio scorso nelle vicinanze della cava dismessa di Balbano che aveva coinvolto una sessantina di giovani delle province di Lucca e Pisa. Nei guai sono finiti quattro giovani di età compresa tra 30 e 20 anni tutti accusati di invasione di terreni ed edifici. Una norma inasprita dall’introduzione del decreto-legge 162/20022 del (convertito nella Legge n. 199/2022) noto come norma "anti-rave" voluta dal governo Meloni alla fine del 2022 che punisce gli organizzatori di raduni illegali superiori a 50 persone con pene da 3 a 6 anni di carcere e multe salate (da mille a 10mila euro) con la confisca dei beni serviti o destinate a commettere il reato (nel caso lucchese due furgoni) e degli impianti musicali.

Gli indagati

Si tratta di un ragazzo del Capannorese che proprio ieri l’altro ha compiuto 23 anni, di un ventinovenne nato a Pontedera e residente a Buti, di un trentunenne che vive nel centro storico di Lucca e di un venticinquenne che abita nella frazione di Capannori.

I fatti contestati

Alla 4 del mattino di domenica 18 gennaio agenti della squadra Volante assieme a ispettori della Digos intervennero alla cava dismessa in via di Casanova a Balbano in un terreno di proprietà della società “Villa Casanova srl” con sede ad Alba (Cuneo) e in prossimità dell’albergo Villa Casanova raggiungibile attraverso una strada sterrata lunga un paio di chilometri a partire dal parcheggio dell’hotel. Una viuzza in zona boschiva assolutamente priva di ogni infrastruttura a tutela della sicurezza pubblica. Ad avvertire le forze dell’ordine alcuni residenti che segnalarono alla centrale operativo un insolito e sospetto viavai nottetempo di auto nella zona. I poliziotti constatarono subito che era in svolgimento da circa un’ora un rave party con musica ad alto volume, allestimento di alcuni gazebo e la presenza di una sessantina di giovani intenti a bere e a ballare. Gli agenti della volante bloccarono una ventina di auto che stavano raggiungendo la cava facendole desistere dal raggiungere il luogo del rave e intimarono agli organizzatori di far cessare la musica assordante e allontanarsi.

L’Individuazione

In fase di deflusso gli operatori della polizia controllarono alcune persone, ritenute essere i promotori del rave, procedendo al sequestro, come previsto dalla legge, di un furgone VW Caravelle, contenente casse, mixer, sintetizzatore e strumenti musicali, e un Fiat Iveco Daily con all’interno un generatore a motore di corrente elettrico capace di alimentari cinque grandi casse acustiche. Stando agli accertamenti della polizia erano state eluse le più elementari norme in materia di sicurezza e di igiene negli spettacoli e nelle manifestazioni pubbliche di intrattenimento.

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