Il Tirreno

Lucca

La storia

Da Capetown al trasferimento nel piccolo borgo in Toscana: «Paesaggi straordinari e un calore umano senza eguali»

di Emanuela Ambrogi

	Uno scorcio di Lugliano e Ylandrè James e Andrè Le Grange
Uno scorcio di Lugliano e Ylandrè James e Andrè Le Grange

Ylandrè e Andrè si sono trasferiti dal Sudafrica a Lugliano, in provincia di Lucca: «Una qualità della vita che difficilmente abbiamo trovato in altri posti»

5 MINUTI DI LETTURA





BAGNI DI LUCCA. Non si arresta l’arrivo a Bagni di Lucca e nelle sue frazioni di stranieri che decidono di cambiare vita, acquistano case e vengono a vivere stabilmente in Mediavalle, dove trovano ancora ambienti e ritmi a misura d’uomo. A Lugliano una coppia è arrivata addirittura dal Sudafrica, lasciando peraltro una città bellissima, ma frenetica, come Capetown per vivere nel verde, nella storia e nella tranquillità di un paesino di poche anime. «Qui abbiamo trovato la nostra casa» dicono Ylandrè e Andrè, oggi sono parte integrante della comunità. Sono anche soci del circolo Lugliano Acli: «Stiamo bene qui, ci dispiace quando per qualche impegno dobbiamo tornare a Città del Capo».

Il cambio di vita

Al fascino di una delle metropoli più note del Sudafrica, antepongono i vantaggi nella qualità della vita che offre il piccolo borgo. Una scelta coraggiosa, che per Ylandrè James, 59 anni e Andrè Le Grange, 57 anni, è il coronamento di un sogno inseguito per anni. Da otto mesi vivono stabilmente nel paese, dove hanno acquistato una casa. In poco tempo, si sono inseriti pienamente nella vita della comunità. Hanno aderito al circolo Lugliano Acli, partecipano alle iniziative del borgo e hanno stretto amicizie con i residenti. «Amiamo questo luogo - dicono - ci regala panorami straordinari, è tranquillo, vicino a Lucca e offre una qualità della vita che difficilmente abbiamo trovato in altri posti. Quando dobbiamo rientrare anche solo per pochi giorni a Città del Capo proviamo dispiacere, non il contrario».

Vita lenta

A conquistarli sono stati il ritmo lento della vita, la convivialità, il senso di appartenenza e la possibilità di dedicarsi alle loro grandi passioni, prima fra tutte la bicicletta. Entrambi sono infatti appassionati ciclisti e ogni giorno percorrono anche in tandem le strade della Media Valle del Serchio, tra boschi e panorami. Per il lavoro è sufficiente il computer e la linea internet. La loro è una storia fatta di coincidenze e di un destino che sembra scritto. Andrè, oggi consulente nel settore degli investimenti finanziari, può lavorare da remoto, mentre Ylandrè si dedica alla casa. Prima di arrivare in Italia hanno vissuto una vita intensa e ricca di cambiamenti. Andrè racconta di aver abitato in 32 case diverse. «In famiglia era quasi una tradizione - spiega - ogni volta la casa veniva ristrutturata e mia madre, che era una perfezionista, la trasformava completamente». Il periodo più lungo trascorso nella stessa abitazione è stato di dodici anni.

La loro storia

I due si sono conosciuti alla fine degli anni Novanta, dopo la fine dei rispettivi matrimoni. Un curioso scherzo del destino li aveva portati, senza saperlo, anche se già si conoscevano, nello stesso tribunale il giorno dei rispettivi divorzi. Come una storia già scritta. Ylandrè, nata a Sasolburg, ha lavorato come infermiera per due anni, poi dieci anni come segretaria in uno studio legale e successivamente ha collaborato con Andrè nelle sue attività professionali. Possiede inoltre capacità artistiche, si è dedicata anche al restauro di mobili e oggetti d’arredo. Il legame con l’Italia nasce nel 2007, durante un lungo viaggio in Europa insieme ai familiari. Da quel momento il Paese è diventato una meta fissa delle loro vacanze. Ma c’è un episodio che racconta meglio di ogni altro il rapporto speciale con Lucca.

Gli episodi chiave

Nel 2014, senza aver mai visitato la città, Ylandrè scrisse una lettera al compagno e ai figli nella quale esprimeva un desiderio molto particolare: una volta morta, avrebbe voluto essere cremata e che le sue ceneri fossero disperse dalla Torre Guinigi. Un desiderio nato semplicemente osservando fotografie e leggendo racconti sulla città di Lucca. Quando, nel 2017 durante una crociera con scalo a Livorno, la coppia visitò finalmente Lucca, «Ylandrè salì in cima alla Torre Guinigi velocissima, nonostante soffrisse di vertigini - ricorda Andrè - una esperienza piena di emozione». La svolta definitiva arrivò nel 2019, quando il socio di Andrè, a causa della difficile situazione economica e sociale del Sudafrica, propose di espandere l’attività in Europa. Le alternative erano tre: Valencia, Porto e Lucca. La scelta fu presa in appena due settimane.

Il trasferimento

Trasferitisi inizialmente nel centro storico di Lucca, dopo le difficoltà burocratiche per ottenere tutti i permessi andarono a vivere in un primo tempo in centro storico, poi a Cerasomma, dove trascorsero quattro anni tra orto, galline, gatti e le immancabili biciclette. Ma il loro obiettivo era acquistare una casa in un piccolo borgo. Dopo aver visitato numerosi paesi della Media Valle del Serchio, la scelta è caduta su Lugliano, a circa 400 metri di altitudine, un paese di 180 abitanti che li ha conquistati per autenticità e qualità della vita. La loro integrazione è stata immediata. «Il giorno in cui abbiamo partecipato alla festa di Natale del borgo - raccontano - abbiamo sentito un calore umano e uno spirito di condivisione che non avevamo mai provato. È stato allora che abbiamo capito che volevamo restare qui». Tedeschi, francesi, norvegesi, olandesi, australiani e cittadini di molti altri Paesi trovano in queste comunità un luogo dove ritrovare serenità, storia, cultura, natura e un’autentica dimensione di vita. La loro presenza contribuisce a mantenere vivi borghi che continuano ad attrarre nuovi residenti da ogni parte del mondo. «Sembra che abbiano abitato sempre qui - commenta Dalida Antonini, insegnante in pensione, attiva nel circolo di Lugliano - Il lavoro che svolgono per la comunità è davvero grande. Siamo molto felici della loro scelta». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano
Lutto

È morto don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus

di Redazione web
80 Vespa