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Lucca, al pronto soccorso il ticket si paga subito: come funziona la sperimentazione

di Gianni Parrini
Il pronto soccorso di Lucca
Il pronto soccorso di Lucca

Col nuovo sportello gli accessi impropri si pagano all’uscita. Si possono prenotare anche visite ed esami come al Cup

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LUCCA. Niente più avvisi di pagamento recapitati a casa mesi dopo la dimissione, con il rischio che restino inevasi. Al Pronto soccorso dell'ospedale San Luca i pazienti con codici di minore urgenza (4 e 5) adesso pagano il ticket prima di lasciare l'ospedale, assistiti da personale amministrativo dedicato. È una delle principali novità del progetto sperimentale avviato dall'Asl nord ovest, che ha scelto Lucca e Livorno come sedi pilota per un modello organizzativo destinato a semplificare il percorso dei cittadini e a recuperare più efficacemente i ticket dovuti.

Accessi impropri

La riorganizzazione arriva mentre gli accessi continuano ad aumentare. Nei primi sei mesi del 2026 il Pronto soccorso di Lucca ha registrato 38.248 ingressi contro i 37.225 dello stesso periodo del 2025. Significa circa 5.500 pazienti al mese, con giornate che raggiungono anche 220-230 accessi, ben oltre la media storica di 180. Una quota consistente riguarda i codici di priorità 4 e 5, i vecchi codici bianchi e verdi, cioè pazienti senza una reale emergenza e che pertanto vanno considerati come “accessi impropri” e di conseguenza sottoposti al pagamento del ticket. Nel 2025 nella Piana di Lucca gli accessi di questo tipo sono stati 12.916, pari al 21,16% del totale; nella Valle del Serchio 2.301 (12,87%). La media dell'Asl Toscana nord ovest è del 17,87%, quella regionale del 20,71%.

Quanto si paga

In Toscana il ticket di Pronto soccorso è previsto soltanto per questi codici minori: il contributo è di 25 euro, comprensivo della visita e degli esami di base, ai quali possono aggiungersi altri 25 euro per eventuali accertamenti diagnostici, per un massimo di 50 euro. Fino a oggi, al momento della dimissione, il paziente riceveva il verbale con allegato il foglio di pagamento, sul quale erano riportati l'importo dovuto e il codice Iuv (Identificativo univoco di versamento). A quel punto poteva scegliere se pagare ai totem automatici dell'ospedale oppure da casa attraverso i canali online: il portale Iris della Regione, l'app Toscana Salute, il circuito PagoPa, ecc. Chi non provvedeva al pagamento dopo alcuni mesi riceveva un avviso bonario da parte dell'azienda sanitaria e, in caso di ulteriore inadempienza, poteva essere avviata la normale procedura di recupero crediti con cartella esattoriale, spese e interessi e misure coattive. Ma per somme così contenute, come 25 o 50 euro, l'attività di recupero crediti rischia di costare all'azienda più della cifra stessa da incassare.

Lo sportello

Da qui la scelta di cambiare sistema. «Lucca e Livorno sono stati scelti dall'Asl nord ovest per avviare un presidio amministrativo all'interno del Pronto soccorso spiega Francesco Puggelli, direttore sanitario del San Luca –. Dalle 8 alle 20 il personale accoglie i pazienti al termine del percorso di cura, li assiste nel pagamento del ticket, gestisce le pratiche assicurative e si occupa anche della prenotazione delle visite e degli esami successivi, evitando ai cittadini un ulteriore passaggio al Cup». I primi risultati sono già evidenti. «Abbiamo una percentuale di adesione al pagamento del ticket del 75% per i codici minori – sottolinea Puggelli – Nei percorsi di fast track, dedicati ai pazienti con patologie ben definite e indirizzati direttamente in reparto, la quota sale addirittura all'84%. Questo dimostra che il progetto facilita il pagamento».

Facilitatori

Accanto agli amministrativi opera poi un'altra figura, con un compito completamente diverso: i facilitatori del Pronto soccorso. Sono professionisti formati nella mediazione dei conflitti che assistono i familiari durante l'attesa, forniscono informazioni sul percorso assistenziale e aiutano a gestire ansia e tensioni. «Le persone vedono che c'è qualcuno con cui possono interagire e non si sentono abbandonate – spiega Puggelli –. Anche questa presenza sta dando risultati concreti: la percentuale di pazienti che lascia il Pronto soccorso prima della visita è passata dal 4,1% del 2025 a una proiezione del 2,94% nel 2026».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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