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Lucca

Storia a lieto fine

Lucca, imprenditore in shock anafilattico dopo le punture di una vespa: salvato

di Pietro Barghigiani

	Fabio Riccardo
Fabio Riccardo

Il contitolare della Dogana: «Grazie ai soccorritori, lo spavento è stato notevole»

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ALTOPASCIO. Questione di minuti e la festa all’aperto segnata dalla spensieratezza di mezza estate avrebbe sterzato verso il dramma. La storia ha un lieto fine. E lo racconta il protagonista, sua malgrado, di un malore che è stato gestito con tempi e soluzioni capaci

Fabio Riccardo, 46 anni, titolare con il socio Mirko Galligani, de “La Dogana” (dalle colazioni agli apericena a Lucca, Altopascio e Pisa), sabato verso le 21 ha avuto un malore.

Uno shock anafilattico a causa di sette punture di una vespa che gli era entrata nei pantaloni.

In un video postato su Facebook l’imprenditore della ristorazione ricorda quei momenti e ringrazia i soccorritori.

«Sono allergico alle vespe e vivo questa cosa con molta ansia – spiega Riccardo -. Una vespa mi ha punto per sette volte, neanche una. Con me ho sempre quello che mi serve. Ho provato a gestire la cosa senza avvertire chi era intorno a me. Ho preso la solita pasticca, ma quando sono arrivato a fare l’insulina la siringa mi è caduta e si è rotta».

A quel punto è stato necessario chiamare il 118 che ha inviato un’ambulanza della Misericordia da Lucca, mentre un secondo mezzo era già in zona come presidio sanitario. Riccardo è stato trattato sul posto e poi portato all’ospedale in codice giallo, una classificazione di media gravità. Non era una situazione da ignorare e le procedure sono state seguite per concludere con un sospiro di sollievo la disavventura capitata al ristoratore.

«Ringrazio gli amici della Misericordia che, come 18 anni fa quando ho avuto un episodio simile, si sono presi cura di me – prosegue il 46enne -. Sono stati carinissimi, così come il personale ospedaliero. Lo spavento è stato importante e, purtroppo, l’arrivo delle ambulanze ha interrotto il clima di festa. Mi spiace aver creato disagio a chi era in piazza per divertirsi e passare una serata spensierata. Ma ricorrere al personale sanitario era l’unico modo per uscire da quella situazione. Grazie a tutti per la vicinanza e i messaggi. E, soprattutto, grazie a tutti i volontari che fanno un lavoro pazzesco».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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