Lucca, pensionata sventa due truffe in 45 giorni e fa arrestare due coppie di malviventi – Chi sono
Frode fotocopia con falsi finanzieri al telefono che la invitano a consegnare i gioielli
LUCCA. Un mese e mezzo dopo un’altra coppia di truffatori cerca nuovamente di raggirarla. Ma come accaduto nella prima circostanza, la pensionata – 71 anni, vedova di un carabiniere e residente a Pescaglia – non solo non cade nella trappola, ma è determinante nel cattura dei due malfattori che, probabilmente, fanno parte di una rete di imbroglioni in grado di prendere di mira soggetti anziani che vivono da soli e pensionati ultraottuagenari facilmente impressionabili. Perché i carabinieri – avvertiti da alcuni giorni attraverso le segnalazioni arrivate alla centrale operativa 112 che nel territorio comunale di Pescaglia, tra San Martino in Freddana, Torcigliano, Fiano e Monsagrati c’erano state almeno una dozzina di tentate truffe con falsi rappresentanti dell’Arma, poliziotti, finanzieri e ufficiali giudiziari – stavano controllando il territorio con tre pattuglie, sia in abiti civili che in uniforme. I militari erano certi che prima o poi avrebbero acciuffato i predatori che approfittano della vulnerabilità, della solitudine o dello stato di debolezza degli anziani.
La coppia nei guai
In questo momento si trova nel penitenziario di San Giorgio con l’accusa truffa aggravata in concorso, violazione di domicilio e ricettazione Alessandro Landi, 44 anni, residente a Santa Croce sull’Arno in attesa dell’udienza di convalida che si terrà stamani di fronte al gip. Dello stesso reato è accusata la moglie Jessica Di Bella, coetanea e anche lei disoccupata è detenuta nella casa circondariale di Firenze in attesa di convalida.
Il precedente
Il 15 maggio scorso la vedova di 71 anni di Pescaglia era stata contattata sul telefono fisso da una coppia di Avellino. I due, fingendosi finanzieri, la invitavano a consegnare dei monili impaurendola con la storia inventata di una rapina messa a segno su una Fiat Uno bianca a lei intestata in modo da sostenere che avrebbe passato gravi conseguenze penali se si fosse dimostrata la sua complicità nel reato. Ma la pensionata non vedendoci chiaro aveva telefonato alla figlia, anch’essa militare dell’Arma, che contattando i colleghi della sezione operativa della Compagnia e quelli di Ponte a Moriano riuscivano a sventare la truffa facendo arrestare il falso finanziere e la complice, incinta, che era con lui
Il reato fotocopia
Mercoledì alle 15 è avvenuta la stessa cosa. La stessa pensionata di 71 anni viene contattata all’utenza telefonica domestica da due persone, che si alternano in una lunghissima chiamata che dura sino alle 19, informandola che era stata perpetrata una rapina ad una gioielleria con un’autovettura che risultava avere le targhe a lei intestate e avvertendola che era sospettata di essere complice dei banditi. Un refrain ben conosciuto dall’anziana che, tra una prima e una seconda telefonata, avverte la figlia militare dell’Armai. Scatta la trappola con una pattuglia dei militari della Compagnia che raggiunge l’abitazione della donna assistendo e ascoltando le varie fasi della telefonata con i malfattori che, per stancarla e farle perdere lucidità, la invitano sotto dettatura a produrre una serie di dichiarazioni contenenti interi articoli del codice penale obbligandola a rileggerglieli.
Preziosi da visionare
Alle 18 i sedicenti finanzieri al telefono chiedono alla donna se è in possesso di preziosi e monili in oro facendole fare più volte un accurato elenco di questi ultimi per invitarla a portarli tutti al piano di sotto. Un pretesto utilizzato per convincerla che sarebbero stati visionati e ritirati da una collega delle fiamme gialle che l’avrebbe raggiunta a casa. Un modo, già utilizzato in precedenza con la stessa vittima, per escludere che potessero essere il provento della rapina. Nel proseguo della conversazione i malfattori chiedevano alla vittima della truffa l’indirizzo di casa e la descrizione accurata della stessa. Sono le 18,50, quando Alessandro Landi e Jessica Di Bella si presentano a casa dell’anziana a bordo di una Nissan Quashquai grigia. Mentre il marito resta alla guida dell’auto, la moglie si presenta a casa e dopo essersi qualificata come “finanziere”, entra e si fa consegnare un sacchetto con i preziosi precedentemente elencati. Il tutto mentre gli altri due complici sono ancora a telefono con la vittima. Ma non appena la donna esce dalla casa con il bottino, viene fermata con il marito dai carabinieri che avevano presidiato e circondato completamente la casa chiudendo ogni via di fuga.
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