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Lucca

Il giallo di Farneta

Lucca, la difesa dell’ex frate Samuel: «Non ho mai trattato male Paula»

di Pietro Barghigiani

	Paula e Samuel in un'immagine felice (Foto della famiglia diffusa da Chi l'ha visto?)
Paula e Samuel in un'immagine felice (Foto della famiglia diffusa da Chi l'ha visto?)

In una lettera il marito della donna scomparsa racconta l’impegno per le ricerche

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LUCCA. «Non ho mai trattato male Paula, neanche a parole».

In una lettera conservata dalla mamma di Paula Andrea Brain Yépez, la donna colombiana scomparsa a 34 anni da Farneta nel novembre 2012, l’ex frate Samuel Laverde Guarin racconta quanto sia dispiaciuto per la sparizione della moglie. Verso la quale, sottolinea, non prova rancore per averlo lasciato da solo a crescere un figlio piccolo.

È uno dei documenti diffusi dalla trasmissione “Chi l’ha visto? ” nel corso del servizio sulla scomparsa di Paula.

Dopo aver sentito la cugina Dalila e in videochiamata dalla Colombia, Rosalba Yépez che ha riferito dello sfogo della figlia sul marito “lui mi ucciderà” a gennaio 2012, è stato divulgato il contenuto della lettera che l’ex frate aveva inviato per comunicare impegno e stato d’animo su una vicenda che lo aveva scosso, ma di cui non voleva più parlare.

«Quando parlo con Rosalvita mi si spezza il cuore sapendo che a volte pensa male di me – è l’esordio del testo – L’unica cosa che ho fatto è stata comportarmi bene con Paula. Mai trattata male, neanche con le parole. Non provo rabbia, né rancore verso di lei. Ho fatto tutto che potevo. L’ho cercata dove ho potuto, ho parlato con tutti quelli che la conoscevano. Perfino con la polizia abbiamo mosso terra, cielo e mare. Le autorità mi dicono che sicuramente lei non è in Italia». Infine, la riflessione personale su quello che sta passando: «Ho sofferto molto, ora non ho tempo per nessuno, devo pensare a me stesso e a mio figlio. Non chiamo nemmeno mia madre. Perdonate il mio silenzio. Solo Dio sa cosa significa per un uomo che lavora vivere da solo con un figlio».

Secondo la cugina, Paula sarebbe sepolta dentro la Certosa, il luogo di lavoro di Samuel, un tuttofare che può passare dalla preparazione dei pasti alla cura del giardino alla tumulazione dei defunti. Gli scavi, con vigili del fuoco e polizia sul posto, sono ripresi nell’area di via Formentale dopo quelli della scorsa settimana con un sopralluogo anche nella Buca delle Fate. La Procura ha indagato l’ex frate per omicidio volontario e occultamento di cadavere della mogliel

P. B.

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