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Televisione

Arriva la serie Netflix “The Diplomat” e Lucca diventa un enorme set: i protagonisti e perché è stata scelta la città toscana

di Silvia Barsotti

	Alcuni immagini dal set lucchese
Alcuni immagini dal set lucchese

La produzione Netflix della serie, ormai giunta alla quarta stagione, è destinata ad arrivare in 190 paesi

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LUCCA. Un’auto blu, un SUV nero blindato e un pullman tappezzato di bandiere e simboli del G7 sfilano lungo via Vittorio Veneto. Subito dopo, decine di persone iniziano a camminare all’angolo con piazza Napoleone. Tutti indossano abiti elegantissimi: tailleur blu o antracite, slingback e décolleté per le donne, completi doppiopetto per gli uomini. Tra le mani valigette, cartelline e borse da ufficio. C’è anche una golf cart piena di politici che, al sentire di «Action», abbassa il freno a mano e inizia a muoversi nella piazza. Tutto intorno macchine da presa, steward con i walkie-talkie e addetti alla produzione che controllano che ogni dettaglio fili liscio. È solo quando assisti a una scena del genere che ti rendi conto di quanto sia complesso ricreare ciò che poi vediamo sullo schermo.

La produzione

Siamo rimasti lì appena mezz’ora e quella stessa scena, lunga poco più di un minuto, è stata ripetuta almeno sei volte. Tutto doveva essere perfettamente sincronizzato. Soprattutto quando in gioco c’è una produzione destinata ad arrivare in 190 Paesi attraverso la piattaforma streaming più conosciuta al mondo. A un certo punto un signore si è avvicinato, perplesso, chiedendo come mai il G7 si stesse svolgendo proprio a Lucca. E in effetti, per chi non ha letto i giornali o arriva da fuori città, vedere il centro storico tappezzato di bandiere internazionali, auto istituzionali e divise delle forze dell’ordine può fare una certa impressione. Ma noi sappiamo bene di cosa si tratta. Basta osservare le telecamere, oppure i cartelli disseminati per il centro che avvisano i passanti della possibilità di essere ripresi. Ed è proprio lì, dietro il nastro bianco e rosso che impedisce il passaggio, che si accalcano decine di curiosi nel tentativo di sbirciare dentro quella magia un po’ irreale: una città che, per qualche giorno, smette di essere soltanto sé stessa per trasformarsi nel set di una serie televisiva internazionale.

Perchè Lucca

Di spoiler, purtroppo, ce ne sono pochi. Ma almeno adesso è chiaro il motivo per cui una serie che parla di diplomazia, tensioni internazionali e giochi di potere - ambientata di solito tra ambasciate e capitali mondiali - abbia scelto proprio Lucca. Per settimane ci siamo chiesti come mai la produzione di The Diplomat fosse arrivata in città. La risposta è arrivata soltanto in questi giorni: un finto G7 che trasforma piazza Napoleone nel cuore operativo del summit internazionale. L’ipotesi è che palazzi storici e ville lucchesi diventino residenze temporanee delle delegazioni straniere. E chissà che, in pieno stile The Diplomat, dietro l’eleganza impeccabile del vertice non si nasconda una crisi politica o un incidente internazionale capace di trasformare le mura di Lucca nello sfondo di un thriller diplomatico.

Una città parallela

Lo stupore continua anche passando dal Cortile degli Svizzeri, dove sono parcheggiate decine di camionette cariche di materiali per la produzione: impianti luce, scenografie, allestimenti e attrezzature tecniche. Una piccola città parallela che vive dietro le quinte del set. Gli altri punti scelti per le riprese sono piazza San Frediano - dove ieri mattina (13 maggio) venivano sistemati fiori finti sotto alcuni balconi - e piazza Anfiteatro. Tre set contemporaneamente operativi, simbolo di quanto produzioni gigantesche come quelle di Netflix riescano a comprimere i tempi di lavorazione senza bloccare troppo a lungo la città. In proposito Il Comune fa sapere che «già dalla giornata di oggi (14 maggio, ndr) la viabilità cittadina e la circolazione nel centro storico torneranno completamente alla normalità, senza ulteriori limitazioni legate alle lavorazioni» proprio perché terminate in anticipo. Girando attorno al set è stato possibile intravedere anche uno dei personaggi principali: Stuart Hayford, vice capo missione e braccio destro della protagonista Kate Wyler, la diplomatica americana nominata ambasciatrice degli Stati Uniti nel Regno Unito durante una crisi internazionale. Stuart, interpretato da Ato Essandoh, compare in gran parte degli episodi ed è al centro di una delle sottotrame principali della serie. Lo abbiamo visto attraversare piazza Napoleone per poi entrare dentro la Stella Polare. Così, mentre tra piazza Napoleone e via Vittorio Veneto sfilano diplomatici, auto blindate e delegazioni internazionali immaginarie, The Diplomat porta in Toscana la sua quarta stagione. La serie thriller politico-drammatica statunitense creata da Debora Cahn e distribuita da Netflix, debuttata il 20 aprile 2023, dimostra ancora una volta quanto Lucca riesca ad adattarsi a qualsiasi storia, anche a una che, apparentemente, non avrebbe nulla a che fare con le sue mura e le sue piazze. 

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