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Lucca, luogotenente dei carabinieri muore a 65 anni: è stato responsabile della polizia giudiziaria in procura

di Luca Tronchetti

	Vincenzo Galluzzo aveva 65 anni
Vincenzo Galluzzo aveva 65 anni

Vincenzo Galluzzo aveva scoperto una grave malattia poche settimane fa. Ha lavorato con tutti i magistrati della procura della Repubblica e in particolare con il sostituto procuratore Antonio Mariotti

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LUCCA. Per oltre 15 anni è stato la colonna portante dell’aliquota della sezione di pg dei carabinieri in servizio in Procura. Discreto, serio, preparato, riservato, schivo, ma sempre disponile nei confronti di superiori e subalterni e in grado di sobbarcarsi un’enorme mole di lavoro. Vincenzo Galluzzo, 65 anni compiuti lo scorso 7 aprile, ex responsabile della pg negli uffici giudiziari, è scomparso nella giornata di ieri vinto da una terribile malattia scoperta poche settimane fa e che non gli ha dato scampo.

Nell’aprile 2021 era stato collocato a riposo dopo una vita trascorsa nell’Arma dei carabinieri. Figlio di un appuntato – Pietro, originario di Gerace (Reggio Calabria) e che si era stabilito nella nostra città – il luogotenente Galluzzo era nato all’ospedale Campo di Marte, ma nella prima parte della sua carriera aveva svolto servizio al Ros (Reparto Operativo Speciale) di Roma occupandosi anche di casi di rilevante importanza come l’indagine sul giudice di Cassazione, Corrado Carnevale, soprannominato dai giornali «l'ammazzasentenze» per le numerose sentenze d'appello e provvedimenti (circa 500) annullati dal togato.

All’inizio degli anni Duemila la decisione di tornare a casa. Fu l’allora procuratore Giuseppe Quattrocchi a volerlo fortemente nella polizia giudiziaria per la grande esperienza, per lo spessore umano e professionale e per un’affidabilità senza pari. È stato grazie a investigatori come lui se alcune indagini delicate e complesse sono state portate a termine.

Ha lavorato con tutti i magistrati della procura della Repubblica e in particolare con il sostituto procuratore Antonio Mariotti con cui si era creato un legame fraterno tanto che il magistrato è rimasto al suo capezzale sino all’ultimo istante assieme all’altro ufficiale di pg Walter D’Andrea che ha lavorato a lungo con a lui come con Santopietro, Cappelletti, Golia, Marino, Germinara e tanti altri. Un ufficiale di pg instancabile capace di portarsi a casa decine di faldoni caricandosi anche il lavoro di altri colleghi. Nel 2022, in occasione della festa della Repubblica, era stato nominato cavaliere durante una cerimonia in Cortile degli Svizzeri. E, anche in quella circostanza, aveva mantenuto il suo aplomb: sempre in seconda fila, lontano dai riflettori quasi a non voler mai apparire nonostante doti, capacità e preparazione – unite alla pazienza – che ne facevano un faro della polizia giudiziaria in servizio in via Galli Tassi. Tra le indagini svolte ricordiamo quella dell’omicidio di Rossano Barsotti in una stradina accanto alla piscina della Casina Rossa a Ponte San Pietro (2014), la rapina alle poste di Borgo a Mozzano, nel corso della quale restò ucciso uno dei malviventi (2010) e i tanti casi risolti legati ai reati che riguardano le fasce deboli. Sino alla vigilia di Pasqua, Vincenzo Galluzzo è stato visto in procura dove tornava spesso a salutare i colleghi. Poi subdola e improvvisa la malattia, il ricovero a Cisanello, il decesso. Lascia la moglie Antonella che lavora al Provveditorato agli studi e tre figlie. All’unanime cordoglio si unisce la redazione de Il Tirreno. 

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