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L'indagine

Lucca, carriera per merito? Impossibile per 4 dipendenti su 10 in Comune – Il questionario

di Valentina Landucci

	Palazzo Orsetti, sede del Comune di Lucca (archivio)
Palazzo Orsetti, sede del Comune di Lucca (archivio)

È la valutazione che danno gli stessi lavoratori all’ente giudicando, in un questionario, la qualità della propria attività professionale che nel complesso è comunque promossa

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LUCCA. Per lo più non si sentono discriminati anche se il giudizio rispetto alle possibilità di fare carriera in base al merito non è lusinghiero e un quarto degli intervistati non ritiene soddisfacenti i livelli di sicurezza del proprio luogo di lavoro. Non solo: più di un terzo dei dipendenti coinvolti nell’indagine afferma che la propria età sia un ostacolo alla valorizzazione sul lavoro.

Gli impiegati e i funzionari del Comune di Lucca danno i voti all’ente per il quale lavorano. L’indagine è contenuta nel Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione, recentemente approvato dalla giunta comunale. Tra il 27 ottobre e il 31 dicembre 2025 è stato somministrato a tutto il personale dipendente il questionario “Salute organizzativa 2025”. In tutto 347 questionari compilati pari al 64,14% dei dipendenti. Ai partecipanti è stato chiesto di esprimere un giudizio, per ciascuna delle affermazioni proposte, sulla base di una scala che prevede un punteggio da 1 a 6 dalla quale è stato poi calcolato il voto medio. Complessivamente il Comune viene promosso su tutte le materie proposte al giudizio dei dipendenti, con alcune valutazioni, però, più critiche.

I temi del questionario

La sicurezza

Il 51% dei partecipanti all’indagine «ritiene il proprio luogo di lavoro sicuro, mentre quasi il 24% dei partecipanti non si esprime ed circa il 25% non lo ritiene sicuro». Dunque un quarto del totale rileva delle mancanze da parte dell’ente. Resta il fatto, comunque che il giudizio medio espresso rispondendo alla domanda «Il mio luogo di lavoro è sicuro (impianti elettrici, misure antincendio e di emergenza, ecc.)?» è sopra la sufficienza (cioè oltre il valore 3 secondo il meccanismo di valutazione adottato nell’indagine) e pari a 3,58, più alto del valore nel biennio precedente 2023-2024 (il giudizio medio è stato rispettivamente 3,36 e 3,39).

Il rispetto

Va meglio il giudizio espresso dai lavoratori in merito al “clima interno”. Il 70% degli intervistati «non ritiene di aver subito parole, comportamenti o atti idonei a ledere la propria dignità e a creare un clima negativo sul luogo di lavoro, mentre il 7% dei partecipanti non si esprime e circa il 22% circa dei partecipanti ritiene di aver subito parole, comportamenti o atti idonei a ledere la propria dignità e a creare un clima negativo sul luogo di lavoro». Una percentuale di giudizi negativi non bassa (più di 2 persone su 10) ma che risulta in miglioramento, rispetto alla valutazione finale, se confrontata con gli anni precedenti: il giudizio medio è pari a 4,82 (nel 2023 e 2024 il giudizio medio è stato rispettivamente 4,71 e 4,76)

Età e valorizzazione

Alla domanda se l’età dei dipendenti costituisca un ostacolo alla valorizzazione sul lavoro il 57% ha risposto di no, ritenendo di non aver subito limitazioni alla propria crescita professionale perché troppo giovane o troppo vecchio. L’8,36% dei partecipanti non si esprime, mentre circa il 34% circa dei partecipanti ritiene che l’età posseduta sia un ostacolo alla propria valorizzazione sul lavoro. Il giudizio medio espresso per questa affermazione è pari a 4,47. Nel biennio precedente 2023-2024 il giudizio medio è stato rispettivamente 4,28 e 4,47.

Organizzazione del lavoro

Più articolate le risposte degli intervistati in merito alla ripartizione delle responsabilità (e quindi all’organizzazione) del lavoro nei vari uffici. Quasi 6 dipendenti su 10 ritengono che la distribuzione delle responsabilità sia equa (il 58,5%), il 24% circa dei partecipanti non si esprime, mentre il 18% circa è di tutt’altro avviso. Il giudizio medio sfiora i 4 punti su 6 (3,93) in lieve miglioramento rispetto al passato.

Il merito

La nota dolente per il Comune di Lucca riguarda il quesito sul merito. Rispetto all’affermazione «Ritengo che le possibilità reali di fare carriera nel mio ente siano legate al merito» il 39%, cioè quasi 4 dipendenti su 10, si dice d’accordo (anche se i dipendenti pienamente d’accordo con l’affermazione non arrivano al 7%, meno di 1 su 10). Sul punto il 22% circa dei partecipanti non si esprime, mentre circa il 40% non ritiene che le possibilità reali di fare carriera nell’ente siano legate al merito. Ne consegue un giudizio medio appena sopra la sufficienza (3,06 punti su 6) in lieve peggioramento rispetto al passato (nel biennio precedente 2023-2024 il giudizio medio è stato rispettivamente 3,09 e 3,20).

La squadra

Valutazioni positive riguardano, invece, un altro aspetto tutt’altro che secondario per il benessere dei lavoratori comunali: il sentirsi parte di una squadra. Un valore generalmente riconosciuto da 8 dipendenti su 10. «Il 79% circa dei partecipanti si sente parte di una squadra, l’11% circa dei partecipanti non si esprime, mentre circa il 10% dei partecipanti non si sente parte di una squadra» recita l’esito dell’indagine pubblicato con il Piao. «Il giudizio medio espresso per questa affermazione è pari a 4,67» in crescita rispetto al passato (4,56 nel 2023 e 4,51 nel 2024).

Formazione

Tra i quesiti proposti anche quello relativo alle opportunità di fare formazione: il 64% dei dipendenti ritiene che il Comune investa adeguatamente o abbastanza adeguatamente sull’attività di formazione, il 19% circa dei partecipanti non si esprime, mentre circa il 17% dei partecipanti afferma che invece non si fa abbastanza su questo fronte (il giudizio medio è di 3,97 su 6).

Conciliazione vita-lavoro

Infine, in leggero calo rispetto ai giudizi espressi negli anni passati, la valutazione fornita dai dipendenti sul tema della promozione di azioni che favoriscano la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di vita: il 62% circa dei partecipanti ritiene che questo sforzo, da parte del Comune, ci sia, il 22,48% non si esprime, mentre il 15,56% dei partecipanti non ritiene che l’ente promuova azioni in questo ambito. Ne consegue un giudizio medio pari a 3,99 (era 4,04 nel 2023 e 4,10 nel 2024). 

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