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Lucca, tre generazioni di donatori: "Un gesto che ci fa stare bene"

di Valentina Landucci
Lucca, tre generazioni di donatori: "Un gesto che ci fa stare bene"

Insieme, al centro trasfusionale, nonno, figlio e nipote alla sua “prima volta”

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LUCCA. La riunione di famiglia, se così si può definire, non è stata di quelle usuali. Non c’erano da festeggiare compleanni o anniversari. Ma l’occasione, se vogliamo, era forse anche più importante: la prima donazione del sangue di Sebastian, da poco diciottenne, al Centro trasfusionale di Lucca, diretto da Rosaria Bonini. E lo studente, nato a Lucca ma residente con la famiglia in provincia di Pisa, a Cascine di Buti, a donare per la prima volta c’è andato con il papà e il nonno dai quali ha imparato il valore di un gesto semplice e indispensabile. Perché per la famiglia Andreini – nonno Alfo di 69 anni, papà Cristiano di 46 e appunto Sebastian – la donazione è una tradizione familiare, trasmessa come eredità di padre in figlio. Una bella eredità che con la riunione di famiglia di qualche mattina fa è stata anche un passaggio di testimone: per Alfo si è trattato, per motivi di età, di una delle ultime donazioni, per Sebastian, invece, della prima.

«Ho cominciato a donare da giovane, come mio figlio – racconta papà Cristiano, agente di commercio – Ho sempre visto mio padre farlo e da piccolo mi ricordo che gli chiedevo, quando tornava a casa con il braccio fasciato, cosa era andato a fare e perché». E Alfo gli raccontava dell’importanza della donazione del sangue, del contributo che ciascuno, nel proprio piccolo, può dare, invitandolo a fare altrettanto «perché di sangue, mi diceva, c’è sempre bisogno».

«Anche mio padre è diventato donatore da giovane, prima ancora che io nascessi – continua Cristiano – Devo essere sincero: quel gesto lì mi ha sempre fatto stare bene: nel mio piccolo sentivo che a qualcuno una mano la stavo dando, che il mio sangue sarebbe andato a chi ne aveva più bisogno. E questa cosa ho cercato di trasmetterla anche a mio figlio che, fin da piccolo mi ha sempre detto “quando compito 18 anni vengo anche io”». I 18 anni sono arrivati lo scorso giugno: Sebastian ha fatto tutti i controlli del caso e alla prima occasione, due settimane fa, è andato a donate col nonno e il papà. «Mio padre farà 70 anni quest’anno – continua Cristiano – e forse non potrà donare ancora per una questione di età, quindi siamo andati tutti insieme». Ed è stato emozionante. «Quando ho visto la nostra foto insieme – prosegue – ammetto di essermi commosso: è una cosa bella che facciamo con il cuore. Io sono un libero professionista, non ho il giorno di lavoro pagato dall’azienda se vado a donare. E infatti ci andiamo la domenica con una cognizione di causa ben precisa».

Alfo, Cristiano e Sebastian sono tre “colonne” dei donatori del gruppo Autonomi Colle Castelvecchio di Compito al quale da sempre nonno Andreini, e poi il figlio e il nipote, sono iscritti.

«Vedere tre generazioni unite in un unico gesto di altruismo – commenta la dottoressa Bonini – è un esempio davvero prezioso. Un grazie speciale va a Sebastian per aver iniziato questo percorso e alla sua famiglia per avergli trasmesso valori così importanti. È proprio grazie a questi esempi, che possono aiutare e sensibilizzare i più giovani, che possiamo guardare al futuro con speranza per l'autosufficienza ematica del nostro territorio. Chiunque sia interessato a donare può contattare le associazioni oppure direttamente il Centro trasfusionale più vicino». l
 

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