Il focus
L’ultima telefonata di Mithum: «Tranquilla mamma, dormo dalla zia». Dopo mezz’ora lo schianto mortale
Le parole alla madre del giovane di Lammari morto nello scontro moto-taxi a Milano. Aveva mandato un messaggio anche al padre: «Buonanotte papà»
LAMMARI. «Ciao mamma, stai tranquilla, vado a dormire dalla zia. Buonanotte». È un giovane premuroso che vuole rassicurare i genitori quello che alle 3 telefona alla madre per non farla stare in pensiero. Dopo una manciata di minuti quelle parole diventeranno le ultime che la donna ha sentito pronunciare da suo figlio. Resteranno il ricordo di un pezzo di sé che se ne è andato.
Mithum Sandeepa Perera Kuranage, 23 anni, sabato prima di salire in sella alla sua Kawasaki Ninja 650, aveva chiamato la mamma, Sarda Thamel.
Neanche mezz’ora dopo la telefonata lo schianto mortale contro un taxi a un incrocio semaforico a Milano ha interrotto sogni e speranza del giovane cingalese residente a Lammari e da gennaio nel capoluogo lombardo per trovare il suo posto nel mondo tra impegno e voglia di rendersi indipendente. Morti sul colpo sia il conducente che la passeggera, Elisa Teodora Dranca, 20 anni, in un incidente in cui testimoni e la telecamera interno della Toyota Rav 4 del tassista raccontano di un probabile passaggio con il rosso del motociclista.
Il ritorno verso casa
Elisa, romena, condivideva l’energia per il futuro di Mithum. Si erano conosciuti, tramite amici, neanche una settimana prima. E tra i due stava nascendo qualcosa che andava oltre una simpatia giovanile. Si erano visti solo tre volte. Lui si era offerto di accompagnarla a casa dopo averla raggiunta in un locale verso le 2. Un panino da McDonald’s e poi in sella.
«Mithum mi aveva mandato un messaggio verso mezzanotte – ricorda il papà, Manura Kuranage, ex atleta e specialista dei 400 metri protagonista alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 con la nazionale dello Sri Lanka -. “Buonanotte papà”. Un messaggio semplice per farmi stare tranquillo».
La famiglia
Tornati da Milano dopo la telefonata che è l’incubo di ogni genitore, i familiari della vittima sono tornati a Lammari dove vivono da anni. I Kuranage fanno parte della comunità cingalese e sia Mithum che il fratello minore Mithush, 19 anni, sono nati a Lucca. Un’esistenza di piena integrazione con le compagnie di amici a prevalenza italiana.
In passato Mithum era andato a trovare i nonni materni e a vedere per la prima volta il Paese di origine della sua famiglia. Ospitato dalla zia per risparmiare sulle spese, il 23enne durante la settimana lavorava per un’agenzia immobiliare e nel weekend in un bar, il Goose.
Il ricordo degli amici
«Un ragazzo generoso, disponibile, solare. Sempre con il sorriso. E sempre pronto ad aiutare tutti, davvero» lo descrivono gli amici. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia per Mithum ed Elisa, oltre aver sequestrato moto e taxi. Se la dinamica appare chiara, resta l’obbligo per la Procura di definire tutti i passaggi prima di chiudere l’inchiesta affidata alla polizia locale.
«Da quello che ci hanno detto, la salma dovrebbe essere liberata tra mercoledì e giovedì – spiega il papà –. L’ipotesi è di celebrare il funerale domenica. Mithum sarà sepolto qui».
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