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Tribunale

Diffamazione, il lucchese Palmeri a processo dopo la querela di Bianucci (Avs)

di Pietro Barghigiani

	Andrea Palmeri
Andrea Palmeri

Il giudice incarica la Digos di accertare la reperibilità dell’imputato

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LUCCA. Sulla carta è irreperibile, anche se sul suo profilo Facebook indica il luogo in cui vive e lavora come fornaio da anni, nel Lugansk, enclave ucraina sotto il controllo militare russo. E aggiorna pure con una frequenza settimanale il social con foto, video e considerazioni sulla politica italiana e internazionale.

Andrea Palmeri, 46 anni, è finito a giudizio per diffamazione aggravata nei confronti del consigliere comunale di Avs, Daniele Bianucci. Nella prima udienza il giudice Antonio Romano ha preso atto della condizione di irreperibilità dell’imputato e, dopo aver nominato un avvocato d’ufficio che lo assista nel procedimento, ha incaricato la Digos di svolgere accertamenti per rintracciare Palmeri. È un suo diritto avere non solo la conoscenza con atti ufficiali di essere sotto processo, ma anche di potersi avvalere di un difensore. Pochi minuti per formalizzare i vari passaggi tecnici con un rinvio in primavera per avere un aggiornamento sulla reperibilità reale o presunta dell’ex capo ultras rossonero, filoputiniano da anni.

Bianucci, assistito dall’avvocato Romano Zipolini, lo aveva querelato per un post apparso su Facebook ritenuto diffamatorio. Frasi che sono diventate un processo per il 46enne lucchese condannato a cinque anni in via definitiva con l’accusa di aver reclutato e istruito decine di persone per farle combattere a fianco delle milizie filorusse nella regione del Donbass. E quella condanna, al pari della latitanza, erano state all’origine dello scontro politico con deviazione in Tribunale.

Tutto era nato per la partecipazione dell’assessore allo Sport Fabio Barsanti, nel giugno 2024, a un’iniziativa per la Lucchese al Centro Vignini al Porta Elisa a cui aveva partecipato da remoto anche Palmeri. Un amministratore a un evento con un latitante era stata la premessa che aveva portato il consigliere di opposizione Bianucci a presentare un’interrogazione a Mario Pardini sull’opportunità che un suo assessore prendesse parte a un evento con una persona ricercata dalla giustizia, anche se collegata in video a migliaia di km di distanza. Oltre alla polemica in consiglio comunale, lo strascico approdò anche sui social. Palmeri, secondo l’accusa, scrisse sulla pagina Fb di un sito: «Caro Bianucci, io la Lucchese la vado a vedere da quando ho 10 anni. Tu oltre a rifare Pisa pensavi solo a dilatare. ..» Un riferimento considerato non solo volgare, ma anche diffamatorio che portò l’esponente dell’opposizione a querelare. Ora il processo a carico di Palmeri la cui irreperibilità sarà accertata dalla Digos.l

Pietro Barghigiani

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