Lucca, guerriglia tra ultras sull’autostrada: confermati i Daspo a due tifosi rossoneri
Il Tar ribadisce la linea della questura: hanno partecipato agli scontri
LUCCA. Confermati dal Tar i Daspo per la durata di 3 anni nei confronti di due tifosi rossoneri coinvolti negli scontri con gli ultras del Perugia il 23 febbraio 2025. Una vicenda che alla fine, al di là delle denunce per rissa e lesioni, portò a 20 Daspo di cui 12 a carico dei perugini e 8 nei confronti dei lucchesi.
L’episodio avvenne sulla carreggiata dell’Autostrada A12, direzione nord, nei pressi dell’area di servizio “Versilia Est”. I sostenitori della Lucchese erano diretti a Sestri Levante, mentre quelli del Perugia avevano come destinazione Chiavari. Fu uno scontro pianificato da entrambe le tifoserie che si erano date appuntamento in autostrada.
Secondo la questura, i due lucchesi erano alla guida di due minivan noleggiati per la trasferta e viaggiavano in carovana con altri cinque minivan. «Gli occupanti dei minivan erano scesi dalle vetture, travisati e armati con oggetti atti ad offendere, ed avevano iniziato un violento scontro con i tifosi del Perugia, che si era poi dispiegato in piena autostrada, dopo che le pattuglie della polizia stradale, a tutela della pubblica incolumità, avevano bloccato l’intera corsia in direzione nord» ricostruisce la storia il Tar.
All’arrivo dei tifosi lucchesi, i perugini si erano diretti in modo compatto verso la carreggiata autostradale, anche loro travisati e armati con spranghe, mazze e bastoni.
Gli scontri, durati circa sei minuti, con feriti anche gravi, erano poi cessati grazie anche all’intervento delle pattuglie della Polstrada. Per la questura anche i due “daspati” che hanno impugnato il provvedimento, avrebbero partecipato agli scontri. La difesa dei tifosi ha sostenuto, invece, che i due «sarebbero stati vittime passive di un’aggressione da parte dei tifosi del Perugia alla quale non avrebbero partecipato essendo entrambi rimasti all’interno dei rispettivi minivan “abbassati sul sedile per evitare di essere colpiti dal lancio di oggetti vari e dai colpi di cintura che avevano mandato in frantumi i finestrini dei minivan”» si legge nella sentenza.
Per i giudici amministrativi la versione dei fatti dei due tifosi «non appare verosimile essendo contrastante con numerose evidenze probatorie. In primo luogo, infatti, entrambi i ricorrenti, in sede di sommarie informazioni, si sono mostrati reticenti nel narrare i fatti alla Digos di Lucca, non avendo entrambi saputo fornire una giustificazione credibile dell’arresto dei minivan sulla corsia di accelerazione in uscita dall’autogrill, ed avendo entrambi dichiarato di non ricordare i nomi dei passeggeri dei rispettivi minivan e di non sapere se questi erano scesi dai minivan al momento dell’aggressione da parte dei tifosi perugini». Stando alla ricostruzione della questura, accolta dal Tar, «è chiaro invece che lo scontro fra le due opposte tifoserie fosse stato preordinato dalle stesse e che i ricorrenti, entrambi conducenti di due minivan, ne fossero a conoscenza».
Restano i 3 anni di Daspo perché la «gravità del fatto non può in alcun modo essere sminuita, avendo i ricorrenti concorso all’attuazione di una folle rissa (con lesioni personali anche gravi e danneggiamento degli autoveicoli) , preorganizzata dalle opposte tifoserie, svoltasi su di una corsia autostradale, con conseguente interruzione della circolazione e pericolo per gli automobilisti».
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